mercoledì 5 agosto 2026

MARC URSELLI'S RAMONES (Redux) + BEST OF RAMONES Redux (lp/cd Magnetic Eye rec. 2025)

 



Premessa: io amo i tributi, di qualsiasi tipo. Che siano omaggi alle proprie influenze, stravolgere brani interpretandoli in un genere altro, focalizzare un determinato album/band/periodo che sia, progetto singolo oppure a più teste e mani, non ho alcun problema a comprarli tanto smuovono la mia curiosità (difatti ne possiedo in tutti i formati almeno una trentina). Il bello di questi album è sentire la visione, il confronto e l'idea che i partecipanti ci mettono dentro. Un luminare in tal senso è stato sicuramente Hal Wilner, colui che già nel 1981 proponeva e sdoganava tale pratica con Amarcord, il tributo jazz a Nino Rota, con seguiti negli anni (Theolonius Monk, Charles Mingus, Kurt Weill...), fino all'ultimo in vita, l'affascinante Angel Headed Hipster omaggiante Marc Bolan/T Rex, uscito poco dopo la sua prematura dipartita nel 2020. Proprio in quel progetto, fondamentale fu un suo stretto collaboratore, il mio vecchio amico Marc Urselli -gettonato produttore alla corte di John Zorn e mille altri, chief engineer presso l'East Side Sound a NY e proprietario dei suoi Audio Confidential- ossia l'ideatore, assemblatore e factotum dei due dischi che sottopongo alla vostra attenzione, riguardanti coloro che, il mondo punk prima ma rock tutto dopo, ha conosciuto come gli immarcescibili Ramones (1974-1996).

L'eterogeneità dei coinvolti è il faro per orientarsi nell'ascolto, impostato con la formula collaborativa tra artisti di diversi campi sonori, scelti con un preciso intento: rifare sentendo il pezzo, chi per affinità chi per vissuto altri ancora per stima e sfida, al punto da rinnovare il make up dei 34 brani complessivi stipati in due separati cd (in ecopack cartonato) o 30 nelle rispettive edizioni in vinile, pubblicati dalla Magnetic Eye, per la collana Redux series (etichetta dedita ad operazioni simili a guardare il loro nutrito catalogo, per la quale lo stesso Marc aveva fatto uscire il particolare disco esperimento -anch'esso corale- indigenous doom/drone SteppenDoom nel 2022).

Rechiamoci quindi oltre oceano, con doveroso salto al 1976 anno d'uscita dell'esordio omonimo dei finti fratelloni, e avanzamento sino agli anni '90, con un sunto della loro produzione raccolta sotto l'usuale dicitura best of, ossia il lasso temporale qui preso in esame.

Classic albums re-imagined: osare nell'infrangere il mito? Beh, le accoppiate che apportano variazioni cercando di rimescolare le carte non mancano affatto, anche perché sono davvero pochi -volutamente?- gli esponenti provenienti dall'area strettamente punk.

Citando alla rinfusa: chi personalizza il brano adattandolo al proprio stile, come la ritrovata collaborazione tra Voivod e Foetus, alle prese con Zero Zero UFO metallizzata con andatura thrasheggiante, i Napalm Death che cercano di brutalizzare con la complicita' di Thurston Moore Now i wanna sniff some glue mentre Mondo Generator stonerizza giusto la chitarra da par suo in Blitzkrieg Bop (introdotta, ma non segnalata, da Durango 95), Ufo Mammut+Bent Motorpsycho intenti a piegare al loro cospetto Chain Saw, granitica ma ancora riconoscibile nella sua linea melodica, per quanto integrata nel relativo muro sonoro heavy, al pari di Zeni Geva con Besvarjelsen You Should Never have opened that door dall'acido finale, Domkraft e Ulf Cederlund (Entombed) con alcuni Solace in Today Your Love, Tomorrow the world...

Tra quelli che trasfigurano le versioni rientrano David J con Paul Wallfish (Swans, Botanica), a rendere suggestiva e notturna I wanna be sedated (tenendo proprio fede al titolo!), i Kayo Dot e Ihsahn (Emperor) con il loro approccio free a smontare Teenage Lobotomy, Venamoris ossia Dave Lombardo e consorte Paula assieme a Eicca Toppinen (Apocalyptica) rendono suadente I want you around, So Hideous e Gary Lucas (Captain Beefheart, Jeff Buckley) che strapazzano The KKK took my baby away, Gezan e Eugene Hutz (Gogol Bordello) si divertono invece con Blitzkrieg Bop, e le tastierine Casio dei Bonaparte con Flake (Rammstein) a giocare nel manipolare Judy is a Punk (queste ultime due bonus cd).

Più in linea con gli originali le renditions del compianto Wayne Kramer ospite dei Boots Electric (membri degli Eagles of Death Metal) con I wanna be your boyfriend, la quasi riverenza di Vicky Peterson (Bangles) nell'offrire Sheena is a punk rocker (bonus cd) e Oscar Dunbar/The Heat nel proporre You're gonna kill that girl, il pazzo ottuagenario Arthur Brown + The Berserker Blothar GWAR in I don't wanna walk around with you, le toste versioni modernizzate ma fedeli alla linea di Chinese Rocks firmata Duel, Havana Affair ad opera di Zapato 3 con Toxix Tito e Rudy La Scala, Deathchant con Judy is a Punk, i Volume di Listen to my heart...

Segnaliamo anche la rappresentanza italiana: i Raw Power con alla voce Sergio Milani (Kina/Frontiera/Ombra) nella botta veloce I don't care, gli amici pugliesi King Potenaz (da Fasano) e Nefariant che appesantiscono rendendo doom Time has come today, Daniele Brusaschetto in tandem con Chvad SB con la corposa proposta di I can't be, finendo con gli Aborym e vocalist Kaiten che ricompongono in versione electro Now i wanna sniff some glue (bonus cd).

Una sincera, eclettica esplorazione rifocillante sul materiale Ramones (noto similitudini con il Black Sabbath tribute su Temporary Residence), con tutti i pregi e limiti, più che difetti dell'operazione: come segno di continuità e memoria con l'ispiratore e mentore Hal Wilner, e tributo ad uno dei simboli assoluti della NY che più amiamo ricordare, direi missione compiuta. 


Siamo stati testimoni poi al Medimex, lo scorso 21 giugno a Taranto, alla prova live di tale fattaccio: il buon Marc ha allestito in esclusiva italiana questa chicca intenta a rinverdire il fascino trasversale del Ramones sound, in apertura degli in formissima Suede, con il loro romanticismo d'annata pop, e il fluttuante shoegaze tra sogno e abbandono wave targato SlowdiveCosì si presenta la NYC Redux band play Ramones, con una super line up composta da veterani e giovani, quali Sami Yaffa (Hanoi Rocks, Jetboy, Michael Monroe), Brian Chase (batterista degli Yeah Yeah Yeahs), Steve Conte (Company of Wolves, NY Dolls, Michael Monroe), la performer Tammy Faye Starlite, l'arzillo Kid Congo Powers (chitarra per Gun Club, Cramps, Bad Seeds, solista), Eugene dei Gogol Bordello, Victoria Espinoza e Kay Bontempo (della punk band Puzzled Panthers) e Enrico Petrelli (Malesangue), a sollazzarci nei 14 appassionati brani proposti in 40 minuti a disposizione, uniti nel compito di far rivivere la lezione evergreen della storia...e così è stato!

Iniziando con Beat on the Brat con Enrico alla voce e finendo collettivamente con Blitzkrieg Bop (infilandoci prima del finale al suo interno una veloce ripresa di Bella Ciao!), nel mezzo Havana Affair, Chinese Rocks cantata dal Conte, Let's Dance invece dalla coinvolta Tammy, Listen to my heart e 53rd &3rd dal Kid, Victoria esplosiva in Teenage Lobotomy e I wanna be your boyfriend con l'aggiunta di Kay, fino all'entrata in scena dello schizzato Eugene e tutti sul palco a scatenarsi con I wanna be sedated, Pet Sematary e Poison heartMetteteci pure, a completare lo sguardo, l'allestimento della mostra della fotografa Roberta Bailey al MarTa; è suo l'iconico scatto di copertina dell'esordio della band, per dirne una, ma anche di tanti altri del giro originale CBGB's e non (New York Dolls, Damned, Clash, presente al famigerato giro Usa dei Sex Pistols nel 1978, Richard Hell...), che si è concessa nell'apposito talk a commentare le foto e parlarci dell'epoca vissuta in prima persona, lei la ragazza alla cassa del locale, come si é autodefinita. Un bel ripasso senza pretese e nient'altro, se non divertimento: Hey Ho Let's Go Marc!







giovedì 30 luglio 2026

FRAMMENTI Merce (lp 2025 Motorcity-Dischi Rozzi-Sonatine-Shove-Zas-Fork Boys)

 


La vita, dovrebbe essere un’ascesa alla rivoluzione interiore e collettiva, non un percorso di omologazione, svalutazione e miseria”.

Un'altra produzione resa possibile grazie ad una alleanza diy, da uno dei gruppi simbolo della gloriosa scena torinese HC anni 90. Sì, quelli che erano gli 80 HC cittadini con Declino, Negazione, Nerorgasmo, BedBoys, Contr-Azione (questi ultimi due di famiglia), viene aggiornato negli anni 90 con Crunch, Arturo, C.O.V, Panico, Arsenico, Up To Date, Belli-Cosi e altri che hanno lasciato un bel segno del loro passaggio (schiaffandone pure altri del nuovo millennio, ma mi limiterò agli Havoc del grande cd Come si deve vivere se non si vuole morire). 

Tra loro, uno dei nomi più ricordati è senza alcun dubbio quello dei FRAMMENTI, ritornati con il nuovo lp Merce, dopo -l'atipico- Propizia é Perseveranza che aveva marcato la rentrée discografica nel 2022 (anche se registrato nel 2005). Un suono quello dei sabaudi che già nel debutto 7”ep del 1994 risaltava nella proposta e nei testi, e che nell'arco degli altri dischi pubblicati ha dato una ulteriore gradazione, meno frenetica e più articolata per quanto ansiogena, al citato TOHC. 

Spinti probabilmente da una necessità espressiva ritrovata, Merce non delude anzi ci motiva ad ascoltarlo a ripetizione, facendo pure venir voglia di riprendere i vecchi vinili per una salutare rinfrescata (approfittando della ristampa del 10" in versione lp de L'appeso, a cura di Motorcity), tanto suona naturale ed in linea con la loro bella storia. 

Un sussultorio attraversamento emotivo lungo 14 brani, che cattura già in avvio, affidata all'intensa Tutto il coraggio che non ho, a riconnettersi con le migliori pagine sfornate dai nostri, trovando via via conferme dinnanzi ad altri brani quali Evidentemente (dal chorus trascinante, sicuro successo live) e Preziose perle di vita, con un approccio particolare alla melodia tutto loro, immediato ma mai scontato; la sferzante Passaggio a Nord Ovest, con le brevi scariche di 89/90 e Una Notte a Livorno ci riportano indietro ai tempi, in Vita Rivolta ritrovo un sentore Kina, e non solo nelle trame chitarristiche, memore del certosino fraseggio di Alberto Ventrella, ben amalgamato con il loro inconfondibile taglio, mentre Torneremo a guardare le stelle e Come in attesa bilanciano ruvidezza e slancio emozionale con un trasporto che colpisce maturo ed ancora sorprendente, in grado di calamitare le attenzioni anche di chi vuol andare oltre alcuni dettami del genere.

Evoluzione coerente quella espressa lungo tutto l'arco del disco, che scorre fluido senza sottrarre nulla, a riallacciarsi alla tradizione della casa mediato ora con influssi post, senza aver smarrito quella capacità di avvolgere e proiettarci dentro al sentimento esposto di volta in volta. Un sofferto intimismo che, pur ferito nella disillusione, si mostra rabbiosamente presente, segno di un'accesa riflessività che diventa politica nella rivendicazione. Fragilità, desiderio, trasformazione, perdita, disperazione: un linguaggio pieno di vita nonostante i lati in ombra, autentiche testimonianze dell'esserci, con tutto il garbuglio che si porta appresso. Bentornati!

frammentitohc.bandcamp.com



giovedì 19 marzo 2026

LILLY NOIZ Esplicitamente (mini lp 2025 Southbound Press/Duff records/Poison Hearts)

 


Quaggiù della nazione, metà anni 90: il Salento esprimeva la propria vicinanza, certo non geografica forse climatica in qualche modo, ma indubbiamente mooolto sentita con la mitica e mitizzata California, terra, ci si immaginava, invasata sul versante punk HC più melodico -già diventata riconosciuta tradizione locale- così come impartito dai padri Bad Religion e dagli irrequieti figliocci NoFx, Pennywise e innumerevoli fratelli minori, leggi Lag Wagon in primis, No Use for a Name, Screw 32...Erano esattamente i gloriosi giorni del fenomeno neo-punk e ondata HC melodico, vissuti in diretta da teenagers -e non-, più attenti anche nella giungla mainstream ad ascolti meno plastificati. Bene, i gruppi dlu salentu, stante la distanza proibitiva per frequentare quell'ambiente di persona, seppure ognuno per i fatti propri (pur collaborando e/o conoscendosi), sembrano aver pensato all'unisono "perchè non la replichiamo qui a modo nostro?". E così fù! In pochi anni si sviluppa un piccolo ma attivo raggruppamento dedito al lato più arioso del suono HC, chi più emozionale (Suburban Noise), chi più diretto (Run Patty Run, Belintesta), altri con maggior verve post (Room 104) o rock (Berenice) ma tutti guardando al sol del divenire Hc così. Insomma, l'Adriatico come se fosse Berkeley o Venice beach.

Ecco, tra i capostipiti di questa nidiata figurano i Lilly Noiz, quartetto che grazie alla Magenta esordiranno con un mcd 6 tx dal titolo Esplicitamente nel 1997. Oltre a divorare le copie stampate abbastanza velocemente, il cd marchierà a fuoco l'immaginario degli amanti di tale suono, grazie anche a brillanti composizioni e padronanza tecnica, tanto che fioccheranno attestati di stima e diversi live in regione. Quando tutti si attendevano un seguito, di botto la band, intorno al 2000, lascia ai posteri la propria, unica testimonianza, sparendo dai radar. L'abbondanza di gruppi presenti, per quanto anche lontani dal suono dei nostri (D.I.A., i miei amatissimi Briganti e Ruido Sos, Non Toccate Miranda, Le Ceneri, oltre ai nomi succitati), supplisce alla debacle dei nostri, e così avanti per qualche altro anno, ma dei LN non si sentirà più nulla per ben 25 anni...fino a ieri.

Dicevamo degli estimatori guadagnati col disco, anche fuori zona comfort, snodo importante del narrato: l'eco era giunto ad alcuni volenterosi ragazzi calabresi, che nei dintorni di Cosenza hanno scommesso sul lavoro mettendo su nel 2021 una pressing plant (stamperia di vinile), la Southbound Press. Uno di loro in particolare, Luis (membro dei Guasto), ad inizio 2025 contatta il gruppo (con la mediazione fondamentale dell'instancabile agitatore Luigi Sud Disorder), confessando la propria infatuazione per il disco sin da quando l'ha scoperto, ritenendolo uno dei migliori usciti in meridione per il genere, entusiasta al punto da offrirsi per ristampare in vinile l'ormai introvabile dischetto...L'occasione è ghiotta quanto inaspettata! Si comincia, ma nel mentre dei preparativi, succede purtroppo ciò che non avremmo mai voluto accadesse. L'amico Andrea (chitarra e cori), lascia questa terra ai primi di aprile, troppo giovane e voglioso di vita, a causa dell'ennesimo bastardo male incurabile, diocane. Seppur col morale a terra si va avanti, anzi per ricordarlo al meglio la rabbia della perdita sprona a far tutto meglio e subito, e con una bella e gradita novità: proprio la SBP propone di fare uscire il vinile come benefit a favore di una associazione per la ricerca sul cancro, decisione che verrà appoggiata unanimamente da tutti i coinvolti nella faccenda. Il resto è storia ri-fatta a luglio, quando Esplicitamente diviene realtà da maneggiare!

E dopo tutti questi anni, è davvero bello risentire come quei sei pezzi girano ancora benissimo (rimasterizzati per l'occasione) in un vinile bello arancione, una concezione Hc punk anni 90 mai tramontata, fatta di quella scuola Fat Wreck/Epitaph con i suoi nomi di punta rintracciabili in No Fx e Lag Wagon, quindi melodia/cori/cambi e veloci ripartenze (Cielo Grigio e Non lasciare la tua vita andare a male ancora top), con cantato in italiano a farceli sentire più vicini. 

Il disco è stato presentato al Rozz Fest, appuntamento fisso agostino arrivato a quota 12, organizzato d/alla Masseria Autogestita Foresta, dove hanno suonato con la disponibilità di Andrea Petrachi, amico di lunga data sin da quei tempi (militava nei Run Patty Run), ora esule nella produttiva Milano, organizzatore di concerti e molte iniziative in zona in passato. Posso tranquillamente affermare che sono stati tra i migliori del festival, acclamati dai tanti presenti grazie ad un set coinvolgente tra originali e covers, e tenuta di palco affrontata a viso soddisfatto! Altro che nostalgia, che seppur presente è servita da benzina più che da scusa, come a far riaffiorire una passione vitale mai sopita, nel nome dell'amicizia. Ieri come oggi, i fratelli so fratelli. E se da cosa nasce cosa....

southboundpress.it - lillynoiz.hc@gmail.com - poisonhearts.prod@gmail.com


Ad ANDREA PRESICCE (1978-2025)


A.M.P. Alterazioni Mentali Permanenti (cd 2025 Pogoverdachtig und Kopfkrank)

 


Altre buone nuove dal fronte pugliese nel 2025 è stato rappresentato dagli A.M.P., acronimo che dovrebbe stare per Attitudine Mentale Positiva, gruppo dell'hinterland tarantino attivo già da qualche anno (con Mik, basso & voce già nei validi blackcorers Entact). Dovrebbe, perché il loro secondo cd si chiama Alterazioni Mentali Permanenti, a porre legittimamente il dubbio (sarà questa la vera dicitura svelata?), dubbi che invece non si pongono all'ascolto, dato che è davvero un bel sentire!

Lo provano le nove tracce che lo compongono, canzoni della stessa pasta ruvida dell'esordio Fermo immagine del 2022, dove, con piglio sbrigativo ma coinvolgente, ampliano l'intelaiatura accentuando la vena Motorhead, virata punk. E nessuno mi toglie dalla testa che il chitarrista Winz dorma col santino del compianto Motor-riffer Eddie fast Clarke! Ma l'indiavolata creatura sembra cibarsi anche dei più rovinosi Dwarves, i Poison Idea di We Must Burn, una punta di impellenza Zeke, frullando sguaiatamente il tutto con liriche morbose in taluni casi (Nel baratro, Camposanto...), quanto critiche delle follie accettate passivamente (America fuck you) o le infamità pedofile in abiti sacri (Sodoma).

Il trio si dimostra padrone del campo: al manifesto della band Funboy il compito di scaldare i motori, che scombina rombando a pieni giri con la falcata di 2 Minutes di nome e di fatto, On fire invece fa scomodare il paragone con i migliori Adolescents... Immaginate i Raw Power in chiave fast'n roll? Bene, ce l'abbiamo: America fuck you! Non si vacilla nemmeno di fronte ad altre arrampicate come Don't pay to fuck o la rasoiata a testa bassa di Nel baratro, sino al man rovescio della perfida Sodoma.

Insomma, tanta insolenza punk, senza frizzi e lazzi con una registrazione secca che dona cartucce a quello spirito corsaro che ha già animato l'esordio.

Completa il tutto per la parte grafica la conferma di Dartworks (sempre magico il suo tocco), una decisa attitudine d.i.y., barra dritta e ripartenze con sgommate incluse!

P.S.: Rispetto alla lineup che ha registrato il cd, annotiamo il cambio del batterista: lascia Fabio ed entra in pianta stabile Gigio, voce Sud Disorder, che rimette mani e piedi a servizio dello strumento suo primm'ammore con gli Hobophobic. 

ampband2022@libero.it - AMP band facebook 





SUD DISORDER Strategie (lp 2025 Motorcity)

 


Il vascello maledetto, tanto impavido forse incosciente ma che non può arrestare la sua corsa, solca i mari in tempesta sfidando tutte le avversità che si presenteranno inevitabilmente sul suo tortuoso cammino. Tirarsi indietro non è contemplato: la ciurma si dibatte per trovare la propria via -retta non di sicuro- affrontando a viso aperto, e spesso controvento, la vita nel resistere ad ogni burrasca, cercando un porto che sia, se non tranquillo, almeno di riconciliazione. Il mare, l'elemento onnipresente nel metaforico dipanarsi di questa bella storia tarantina con il decennale + sulle spalle chiamata Sud Disorder, tornati ad ottobre con l'atteso terzo album Strategie.

Questa é la mia impressione ricavata dalla copertina (opera di Holdenaccio, autore locale che si ricollega direttamente alla recente storia dei nostri, illustratore del ricco booklet allegato 16 pagine), dal lato sonoro invece si presenta timbricamente più vario dell'arrembante Senza amor non vale nulla del 2021. Sì, perché introduce e sottopone il proprio tessuto HC ad alcune novità, facendo affiorare una vena malinconica che sottolinea diversi brani aggiungendo inedite quanto fascinose sfumature all'insieme, a influenzare una costruzione che prova a diversificare la proposta. E non parlo del ruggente semi acustico Senza Freni piazzato a metà ascolto, che non ti saresti aspettato dai nostri, ma proprio nell'approccio alla materia, con una rabbia forse più velenosa (anche testuale) ma espressa attraverso soluzioni che sovente tolgono il piede dall'acceleratore senza intaccare nulla in termini di intensità.

L'altra novità è il maggiore coinvolgimento della seconda vocalist Serena, che doppia e/o si incastra infondendo profondità e completezza al connubio con l'aspra vocalità del buon Gigio, sempre intento a scorticarsi le corde vocali nel confessare il proprio amaro sdegno, tra prezzo e sprezzo delle insidie, conflitti irrisolti con tutto il loro peso, quanto a rivendicare percorsi comuni - pur nelle difficoltà- comunque fatti.

Parole che proprio nel taglio disperato riescono a trovare la chiave per non soccombere, un concentrato di forze resistenti come risposta ad un mondo in subbuglio generale che si vanta nel provocare i più bassi istinti, che di umano hanno davvero ben poco.

Come la notte sembra una corazzata che lotta e avanza col suo nervoso ritmo a macinare tutto ciò che incontra davanti, Strategie il brano (primo estratto promozionale) conquista con la sua sofferenza che ti piglia e non ti molla, con il finale che sollecita ad allinearsi al coro, accomunato in questo da Scheletri, la strada dissestata caratterizzante la meditata Nulla da Perdere e la frenetica No' t scurdà, così come lo statement attitudinale di Stretti ai margini; Piovono bombe e Non tornerai spingono penetranti come una lama, fino a giungere all'esaltante finale con -a mio avviso- i due capolavori, ossia l'acredine con la schiuma alla bocca di Pagliaccio (che a modo suo sviluppa pure un killer groove) e la disperante bellezza di Andrà peggio di così (dove proprio l'intesa tra le voci trova l'amalgama perfetto), ad arricchire il palmares dei brani da ricordare della band.

Un disco meno tutto e subito del precedente, una progressione che viaggia sicura puntando stavolta su un impatto più emotivo che frontale, senza stemperare l'energia che regola il tutto, mai affievolita negli anthems che permangono diretti come il primo giorno (confermata in sede live, dove l'interazione con il pubblico è totale)!

Strategie accresce la loro storia, con audacia e determinazione...Fuoco, passione, calore: fatto per durare, statene certi.

Vinile in 500 copie stampate in prima tiratura, di cui 100 viola, nuovamente targato Motorcity, che anche stavolta azzecca il colpo!


Sarà quel che sarà e intanto io combatto ancora




martedì 3 febbraio 2026

TOP LIST 2025

 (ossia la mia sporca dozzina e oltre, non in ordine di preferenza)

*) NEGRITA Canzoni per anni spietati (major) - Il ritorno dei veterani aretini con le 8 (+ cover) spietate Canzoni..., che rinforza la loro storia proiettandoli nuovamente sulla mappa delle rock band italiane più seguite. Testi profondi e rabbiosi che, rigorosamente in rima, attaccano -mai come stavolta- il potere, con parole forti settate sulle tragedie che affliggono il nostro malandato mondo (il personale universale), rinforzate da un suono che, partendo dal classic rock, si fonde con una leggerezza italiana pop e folk dalla ballata dolente, proposto con un tocco che avvince. Un gran disco, che nel segno della coesione e continuità qualitativa trova la sua forza...

*) LAMBRINI GIRLS Who let the dogs out (cd City Slang) - L'irrefrenabile trio femminile inglese, alle prese con un punk (anche post) apparentemente sgangherato nel suo essere viscerale quanto coinvolgente, basato su disparità di genere e autodeterminazione femminile (che tanto aiuterebbe noi maschietti), un mix che avvince per la carica che sprigiona, mediamente corrosiva anche quando il suono si fa ballabile, pur rimanendo sempre figlio della propria irrequietezza. Debut dell'anno!

*) CWFEN Sorrows (New Heavy Sounds) - Possente e drammatico doomgaze per questa band di Glasgow all'esordio, con la voce della magnetica Agnes Alder, sorta di Siouxsie posseduta, sciamanica, che possiamo apprezzare in pieno nei 10 brani proposti, dal suono che si abbevera di un feeling gotico che cattura e, cosa che ce li fa apprezzare ancor più, belle teste pensanti, senza problemi a rimarcare le loro posizioni politiche: Bravi!

*) FLORENCE and The MACHINE Everybody scream (major) - Mia scoperta in corsa quella dell'affascinante Florence Welch e compari, grazie agli splendidi video che hanno anticipato l'uscita di questo sofisticato disco popolato da strane creature, metafore della vita tra mistero e bellezza, anche nel parlare delle costrizioni della donna assoggettata, che urla nel rivendicare la propria libertà in un gioco di contraccambi d'animo, ove si canta -come afferma- la mostruosità dell'essere vivi. Tra slanciato pop cantautorale, anche sintetico, ricercato e trattato con goticismi e azzardi teatrali ed arty...

*) TURNSTILE Never enough (Roadrunner) - Recito subito un doveroso mea culpa per aver snobbato la band come bolla hipster: ci sono cascato anch'io dunque chiedo venia. Pur non proponendo nulla di nuovo, sanno come miscelare i loro ascolti ed influenze con la base di partenza indubbiamente HC/punk, amalgamandoli così bene da diventare una delle new alternative sensations, grazie al genuino approccio infrageneri, sostanza e performance esplosive. Conferma!

*) CORONER Dissonance theory (Century Media) - Quando nessuno se l'aspettava più il trio elvetico si ripropone più in forma che mai, a 32 anni dall'ultimo Grin. Sicuramente la botta non può essere quella dei loro dischi 80/90 ma il mestiere non ha preso il sopravvento, anzi viene usato per riaffermare la solidità del nome, facendo proprio il disco che volevano esattamente fare, tra progressive thrash-metal, clima industrial, tecnica, groove e soluzioni più moderne...e noi a goderci il risultato!

*) FRAMMENTI Merce (lp Motorcity ed altri) - Comeback dell'anno questo dei sabaudi, un suono con la tensione HC nel segno della casa aggiornato con influssi post odierni, evoluzione coerente e credibile fatta da gente che nulla deve dimostrare agli altri se non a stessi, il loro punto di forza da sempre.

*) SUD DISORDER Strategie (lp Motorcity) - Rimanendo in casa Motorcity, a distanza di 4 anni la label rinnova il patto con l'ensemble tarantino per questo loro terzo album. Conferma e ulteriore passo avanti della band, che qui amplia la propria tavolozza sonora HC con innesti più meditati, senza stemperare l'energia profusa nelle 12 canzoni. Esame superato a pienissimi voti!

*) DEAFHEAVEN Lonely people with power (Roadrunner) - Il gruppo americano non tradisce nemmeno stavolta le mie aspettative, puntualmente rispettate sin dal 2018 quando li scoprìi per puro caso in uno Fnac store di Parigi. Da allora mi hanno conquistato, avendo sempre avuto in ogni disco almeno uno/due pezzi in grado di mandarmi in visibilio -se non in loop- per mesi, cosa che si ripete con questa sesta prova, la prima per la big Roadrunner. Uno su tutti: gli 8 minuti abbondanti di Amethyst, blackgaze dal magico crescendo sonoro-emotivo come solo loro sanno fare, quiete e tempesta: una garanzia.

Ristampe dell'anno: 

*) CRIPPLE BASTARDS Misantropo a Senso unico - 25th anniversary (FOAD) - Ad oggi, è il concetto generale a decretarlo tale, il disco più estremo mai pubblicato in Italia!

*) LILLY NOIZ Esplicitamente (mlp SouthBound Press) - Gradito regalo e riscoperta di un classico d'antan della Puglia versante HC/punk melodico... orgoglio!

Live: 

*) MASSIVE ATTACK al Medimex a Taranto 21 giugno; 

*) MORRISSEY Ostuni Foro Boario 3 agosto 2025, nel cartellone del Locus Festival;

Web:

I live in studio dell'emittente KEXP di Seattle e la serie dei live casalinghi proposti sotto il nome House of Strombo: Die Spitz, Tropical Fuck Storm, Thunderpussy, Melvins, Against Me!, The Linda Lindas, Power Trip o gli stessi Deafheaven per citare giusto qualcuno, canali You Tube che vi invito caldamente a scoprire.

BUON 2026!

In memoria degli amici: Massimo Leonardi, per tutti il Sardo, irriducibile agitatore politico-musicale, tatuatore e mille altre cose (Applequince rec, Tear Me Down), il dubmaster Andrea Presicce (Lilly Noiz, No Finger Nails), l'instancabile decano del metal estremo nel tarantino Angelo la Neve, Brent Hinds dei miei amati Mastodon