“La vita, dovrebbe essere un’ascesa alla rivoluzione interiore e collettiva, non un percorso di omologazione, svalutazione e miseria”.
Un'altra produzione resa possibile grazie ad una alleanza diy, da uno dei gruppi simbolo della gloriosa scena torinese HC anni 90. Sì, quelli che erano gli 80 HC cittadini con Declino, Negazione, Nerorgasmo, BedBoys, Contr-Azione (questi ultimi due di famiglia), viene aggiornato negli anni 90 con Crunch, Arturo, C.O.V, Panico, Arsenico, Up To Date, Belli-Cosi e altri che hanno lasciato un bel segno del loro passaggio (schiaffandone pure altri del nuovo millennio, ma mi limiterò agli Havoc del grande cd Come si deve vivere se non si vuole morire).
Tra loro, uno dei nomi più ricordati è senza alcun dubbio quello dei FRAMMENTI, ritornati con il nuovo lp Merce, dopo -l'atipico- Propizia é Perseveranza che aveva marcato la rentrée discografica nel 2022 (anche se registrato nel 2005). Un suono quello dei sabaudi che già nel debutto 7”ep del 1994 risaltava nella proposta e nei testi, e che nell'arco degli altri dischi pubblicati ha dato una ulteriore gradazione, meno frenetica e più articolata per quanto ansiogena, al citato TOHC.
Spinti probabilmente da una necessità espressiva ritrovata, Merce non delude anzi ci motiva ad ascoltarlo a ripetizione, facendo pure venir voglia di riprendere i vecchi vinili per una salutare rinfrescata (approfittando della ristampa del 10" in versione lp de L'appeso, a cura di Motorcity), tanto suona naturale ed in linea con la loro bella storia.
Un sussultorio attraversamento emotivo lungo 14 brani, che cattura già in avvio, affidata all'intensa Tutto il coraggio che non ho, a riconnettersi con le migliori pagine sfornate dai nostri, trovando via via conferme dinnanzi ad altri brani quali Evidentemente (dal chorus trascinante, sicuro successo live) e Preziose perle di vita, con un approccio particolare alla melodia tutto loro, immediato ma mai scontato; la sferzante Passaggio a Nord Ovest, con le brevi scariche di 89/90 e Una Notte a Livorno ci riportano indietro ai tempi, in Vita Rivolta ritrovo un sentore Kina, e non solo nelle trame chitarristiche, memore del certosino fraseggio di Alberto Ventrella, ben amalgamato con il loro inconfondibile taglio, mentre Torneremo a guardare le stelle e Come in attesa bilanciano ruvidezza e slancio emozionale con un trasporto che colpisce maturo ed ancora sorprendente, in grado di calamitare le attenzioni anche di chi vuol andare oltre alcuni dettami del genere.
Evoluzione coerente quella espressa lungo tutto l'arco del disco, che scorre fluido senza sottrarre nulla, a riallacciarsi alla tradizione della casa mediato ora con influssi post, senza aver smarrito quella capacità di avvolgere e proiettarci dentro al sentimento esposto di volta in volta. Un sofferto intimismo che, pur ferito nella disillusione, si mostra rabbiosamente presente, segno di un'accesa riflessività che diventa politica nella rivendicazione. Fragilità, desiderio, trasformazione, perdita, disperazione: un linguaggio pieno di vita nonostante i lati in ombra, autentiche testimonianze dell'esserci, con tutto il garbuglio che si porta appresso. Bentornati!
frammentitohc.bandcamp.com

Nessun commento:
Posta un commento