giovedì 19 marzo 2026

LILLY NOIZ Esplicitamente (mini lp 2025 Southbound Press/Duff records/Poison Hearts)

 


Quaggiù della nazione, metà anni 90: il Salento esprimeva la propria vicinanza, certo non geografica forse climatica in qualche modo, ma indubbiamente mooolto sentita con la mitica e mitizzata California, terra, ci si immaginava, invasata sul versante punk HC più melodico -già diventata riconosciuta tradizione locale- così come impartito dai padri Bad Religion e dagli irrequieti figliocci NoFx, Pennywise e innumerevoli fratelli minori, leggi Lag Wagon in primis, No Use for a Name, Screw 32...Erano esattamente i gloriosi giorni del fenomeno neo-punk e ondata HC melodico, vissuti in diretta da teenagers -e non-, più attenti anche nella giungla mainstream ad ascolti meno plastificati. Bene, i gruppi dlu salentu, stante la distanza proibitiva per frequentare quell'ambiente di persona, seppure ognuno per i fatti propri (pur collaborando e/o conoscendosi), sembrano aver pensato all'unisono "perchè non la replichiamo qui a modo nostro?". E così fù! In pochi anni si sviluppa un piccolo ma attivo raggruppamento dedito al lato più arioso del suono HC, chi più emozionale (Suburban Noise), chi più diretto (Run Patty Run, Belintesta), altri con maggior verve post (Room 104) o rock (Berenice) ma tutti guardando al sol del divenire Hc così. Insomma, l'Adriatico come se fosse Berkeley o Venice beach.

Ecco, tra i capostipiti di questa nidiata figurano i Lilly Noiz, quartetto che grazie alla Magenta esordiranno con un mcd 6 tx dal titolo Esplicitamente nel 1997. Oltre a divorare le copie stampate abbastanza velocemente, il cd marchierà a fuoco l'immaginario degli amanti di tale suono, grazie anche a brillanti composizioni e padronanza tecnica, tanto che fioccheranno attestati di stima e diversi live in regione. Quando tutti si attendevano un seguito, di botto la band, intorno al 2000, lascia ai posteri la propria, unica testimonianza, sparendo dai radar. L'abbondanza di gruppi presenti, per quanto anche lontani dal suono dei nostri (D.I.A., i miei amatissimi Briganti e Ruido Sos, Non Toccate Miranda, Le Ceneri, oltre ai nomi succitati), supplisce alla debacle dei nostri, e così avanti per qualche altro anno, ma dei LN non si sentirà più nulla per ben 25 anni...fino a ieri.

Dicevamo degli estimatori guadagnati col disco, anche fuori zona comfort, snodo importante del narrato: l'eco era giunto ad alcuni volenterosi ragazzi calabresi, che nei dintorni di Cosenza hanno scommesso sul lavoro mettendo su nel 2021 una pressing plant (stamperia di vinile), la Southbound Press. Uno di loro in particolare, Luis (membro dei Guasto), ad inizio 2025 contatta il gruppo (con la mediazione fondamentale dell'instancabile agitatore Luigi Sud Disorder), confessando la propria infatuazione per il disco sin da quando l'ha scoperto, ritenendolo uno dei migliori usciti in meridione per il genere, entusiasta al punto da offrirsi per ristampare in vinile l'ormai introvabile dischetto...L'occasione è ghiotta quanto inaspettata! Si comincia, ma nel mentre dei preparativi, succede purtroppo ciò che non avremmo mai voluto accadesse. L'amico Andrea (chitarra e cori), lascia questa terra ai primi di aprile, troppo giovane e voglioso di vita, a causa dell'ennesimo bastardo male incurabile, diocane. Seppur col morale a terra si va avanti, anzi per ricordarlo al meglio la rabbia della perdita sprona a far tutto meglio e subito, e con una bella e gradita novità: proprio la SBP propone di fare uscire il vinile come benefit a favore di una associazione per la ricerca sul cancro, decisione che verrà appoggiata unanimamente da tutti i coinvolti nella faccenda. Il resto è storia ri-fatta a luglio, quando Esplicitamente diviene realtà da maneggiare!

E dopo tutti questi anni, è davvero bello risentire come quei sei pezzi girano ancora benissimo (rimasterizzati per l'occasione) in un vinile bello arancione, una concezione Hc punk anni 90 mai tramontata, fatta di quella scuola Fat Wreck/Epitaph con i suoi nomi di punta rintracciabili in No Fx e Lag Wagon, quindi melodia/cori/cambi e veloci ripartenze (Cielo Grigio e Non lasciare la tua vita andare a male ancora top), con cantato in italiano a farceli sentire più vicini. 

Il disco è stato presentato al Rozz Fest, appuntamento fisso agostino arrivato a quota 12, organizzato d/alla Masseria Autogestita Foresta, dove hanno suonato con la disponibilità di Andrea Petrachi, amico di lunga data sin da quei tempi (militava nei Run Patty Run), ora esule nella produttiva Milano, organizzatore di concerti e molte iniziative in zona in passato. Posso tranquillamente affermare che sono stati tra i migliori del festival, acclamati dai tanti presenti grazie ad un set coinvolgente tra originali e covers, e tenuta di palco affrontata a viso soddisfatto! Altro che nostalgia, che seppur presente è servita da benzina più che da scusa, come a far riaffiorire una passione vitale mai sopita, nel nome dell'amicizia. Ieri come oggi, i fratelli so fratelli. E se da cosa nasce cosa....

southboundpress.it - lillynoiz.hc@gmail.com - poisonhearts.prod@gmail.com


Ad ANDREA PRESICCE (1978-2025)


A.M.P. Alterazioni Mentali Permanenti (cd 2025 Pogoverdachtig und Kopfkrank)

 


Altre buone nuove dal fronte pugliese nel 2025 è stato rappresentato dagli A.M.P., acronimo che dovrebbe stare per Attitudine Mentale Positiva, gruppo dell'hinterland tarantino attivo già da qualche anno (con Mik, basso & voce già nei validi blackcorers Entact). Dovrebbe, perché il loro secondo cd si chiama Alterazioni Mentali Permanenti, a porre legittimamente il dubbio (sarà questa la vera dicitura svelata?), dubbi che invece non si pongono all'ascolto, dato che è davvero un bel sentire!

Lo provano le nove tracce che lo compongono, canzoni della stessa pasta ruvida dell'esordio Fermo immagine del 2022, dove, con piglio sbrigativo ma coinvolgente, ampliano l'intelaiatura accentuando la vena Motorhead, virata punk. E nessuno mi toglie dalla testa che il chitarrista Winz dorma col santino del compianto Motor-riffer Eddie fast Clarke! Ma l'indiavolata creatura sembra cibarsi anche dei più rovinosi Dwarves, i Poison Idea di We Must Burn, una punta di impellenza Zeke, frullando sguaiatamente il tutto con liriche morbose in taluni casi (Nel baratro, Camposanto...), quanto critiche delle follie accettate passivamente (America fuck you) o le infamità pedofile in abiti sacri (Sodoma).

Il trio si dimostra padrone del campo: al manifesto della band Funboy il compito di scaldare i motori, che scombina rombando a pieni giri con la falcata di 2 Minutes di nome e di fatto, On fire invece fa scomodare il paragone con i migliori Adolescents... Immaginate i Raw Power in chiave fast'n roll? Bene, ce l'abbiamo: America fuck you! Non si vacilla nemmeno di fronte ad altre arrampicate come Don't pay to fuck o la rasoiata a testa bassa di Nel baratro, sino al man rovescio della perfida Sodoma.

Insomma, tanta insolenza punk, senza frizzi e lazzi con una registrazione secca che dona cartucce a quello spirito corsaro che ha già animato l'esordio.

Completa il tutto per la parte grafica la conferma di Dartworks (sempre magico il suo tocco), una decisa attitudine d.i.y., barra dritta e ripartenze con sgommate incluse!

P.S.: Rispetto alla lineup che ha registrato il cd, annotiamo il cambio del batterista: lascia Fabio ed entra in pianta stabile Gigio, voce Sud Disorder, che rimette mani e piedi a servizio dello strumento suo primm'ammore con gli Hobophobic. 

ampband2022@libero.it - AMP band facebook 





SUD DISORDER Strategie (lp 2025 Motorcity)

 


Il vascello maledetto, tanto impavido forse incosciente ma che non può arrestare la sua corsa, solca i mari in tempesta sfidando tutte le avversità che si presenteranno inevitabilmente sul suo tortuoso cammino. Tirarsi indietro non è contemplato: la ciurma si dibatte per trovare la propria via -retta non di sicuro- affrontando a viso aperto, e spesso controvento, la vita nel resistere ad ogni burrasca, cercando un porto che sia, se non tranquillo, almeno di riconciliazione. Il mare, l'elemento onnipresente nel metaforico dipanarsi di questa bella storia tarantina con il decennale + sulle spalle chiamata Sud Disorder, tornati ad ottobre con l'atteso terzo album Strategie.

Questa é la mia impressione ricavata dalla copertina (opera di Holdenaccio, autore locale che si ricollega direttamente alla recente storia dei nostri, illustratore del ricco booklet allegato 16 pagine), dal lato sonoro invece si presenta timbricamente più vario dell'arrembante Senza amor non vale nulla del 2021. Sì, perché introduce e sottopone il proprio tessuto HC ad alcune novità, facendo affiorare una vena malinconica che sottolinea diversi brani aggiungendo inedite quanto fascinose sfumature all'insieme, a influenzare una costruzione che prova a diversificare la proposta. E non parlo del ruggente semi acustico Senza Freni piazzato a metà ascolto, che non ti saresti aspettato dai nostri, ma proprio nell'approccio alla materia, con una rabbia forse più velenosa (anche testuale) ma espressa attraverso soluzioni che sovente tolgono il piede dall'acceleratore senza intaccare nulla in termini di intensità.

L'altra novità è il maggiore coinvolgimento della seconda vocalist Serena, che doppia e/o si incastra infondendo profondità e completezza al connubio con l'aspra vocalità del buon Gigio, sempre intento a scorticarsi le corde vocali nel confessare il proprio amaro sdegno, tra prezzo e sprezzo delle insidie, conflitti irrisolti con tutto il loro peso, quanto a rivendicare percorsi comuni - pur nelle difficoltà- comunque fatti.

Parole che proprio nel taglio disperato riescono a trovare la chiave per non soccombere, un concentrato di forze resistenti come risposta ad un mondo in subbuglio generale che si vanta nel provocare i più bassi istinti, che di umano hanno davvero ben poco.

Come la notte sembra una corazzata che lotta e avanza col suo nervoso ritmo a macinare tutto ciò che incontra davanti, Strategie il brano (primo estratto promozionale) conquista con la sua sofferenza che ti piglia e non ti molla, con il finale che sollecita ad allinearsi al coro, accomunato in questo da Scheletri, la strada dissestata caratterizzante la meditata Nulla da Perdere e la frenetica No' t scurdà, così come lo statement attitudinale di Stretti ai margini; Piovono bombe e Non tornerai spingono penetranti come una lama, fino a giungere all'esaltante finale con -a mio avviso- i due capolavori, ossia l'acredine con la schiuma alla bocca di Pagliaccio (che a modo suo sviluppa pure un killer groove) e la disperante bellezza di Andrà peggio di così (dove proprio l'intesa tra le voci trova l'amalgama perfetto), ad arricchire il palmares dei brani da ricordare della band.

Un disco meno tutto e subito del precedente, una progressione che viaggia sicura puntando stavolta su un impatto più emotivo che frontale, senza stemperare l'energia che regola il tutto, mai affievolita negli anthems che permangono diretti come il primo giorno (confermata in sede live, dove l'interazione con il pubblico è totale)!

Strategie accresce la loro storia, con audacia e determinazione...Fuoco, passione, calore: fatto per durare, statene certi.

Vinile in 500 copie stampate in prima tiratura, di cui 100 viola, nuovamente targato Motorcity, che anche stavolta azzecca il colpo!


Sarà quel che sarà e intanto io combatto ancora




martedì 3 febbraio 2026

TOP LIST 2025

 (ossia la mia sporca dozzina e oltre, non in ordine di preferenza)

*) NEGRITA Canzoni per anni spietati (major) - Il ritorno dei veterani aretini con le 8 (+ cover) spietate Canzoni..., che rinforza la loro storia proiettandoli nuovamente sulla mappa delle rock band italiane più seguite. Testi profondi e rabbiosi che, rigorosamente in rima, attaccano -mai come stavolta- il potere, con parole forti settate sulle tragedie che affliggono il nostro malandato mondo (il personale universale), rinforzate da un suono che, partendo dal classic rock, si fonde con una leggerezza italiana pop e folk dalla ballata dolente, proposto con un tocco che avvince. Un gran disco, che nel segno della coesione e continuità qualitativa trova la sua forza...

*) LAMBRINI GIRLS Who let the dogs out (cd City Slang) - L'irrefrenabile trio femminile inglese, alle prese con un punk (anche post) apparentemente sgangherato nel suo essere viscerale quanto coinvolgente, basato su disparità di genere e autodeterminazione femminile (che tanto aiuterebbe noi maschietti), un mix che avvince per la carica che sprigiona, mediamente corrosiva anche quando il suono si fa ballabile, pur rimanendo sempre figlio della propria irrequietezza. Debut dell'anno!

*) CWFEN Sorrows (New Heavy Sounds) - Possente e drammatico doomgaze per questa band di Glasgow all'esordio, con la voce della magnetica Agnes Alder, sorta di Siouxsie posseduta, sciamanica, che possiamo apprezzare in pieno nei 10 brani proposti, dal suono che si abbevera di un feeling gotico che cattura e, cosa che ce li fa apprezzare ancor più, belle teste pensanti, senza problemi a rimarcare le loro posizioni politiche: Bravi!

*) FLORENCE and The MACHINE Everybody scream (major) - Mia scoperta in corsa quella dell'affascinante Florence Welch e compari, grazie agli splendidi video che hanno anticipato l'uscita di questo sofisticato disco popolato da strane creature, metafore della vita tra mistero e bellezza, anche nel parlare delle costrizioni della donna assoggettata, che urla nel rivendicare la propria libertà in un gioco di contraccambi d'animo, ove si canta -come afferma- la mostruosità dell'essere vivi. Tra slanciato pop cantautorale, anche sintetico, ricercato e trattato con goticismi e azzardi teatrali ed arty...

*) TURNSTILE Never enough (Roadrunner) - Recito subito un doveroso mea culpa per aver snobbato la band come bolla hipster: ci sono cascato anch'io dunque chiedo venia. Pur non proponendo nulla di nuovo, sanno come miscelare i loro ascolti ed influenze con la base di partenza indubbiamente HC/punk, amalgamandoli così bene da diventare una delle new alternative sensations, grazie al genuino approccio infrageneri, sostanza e performance esplosive. Conferma!

*) CORONER Dissonance theory (Century Media) - Quando nessuno se l'aspettava più il trio elvetico si ripropone più in forma che mai, a 32 anni dall'ultimo Grin. Sicuramente la botta non può essere quella dei loro dischi 80/90 ma il mestiere non ha preso il sopravvento, anzi viene usato per riaffermare la solidità del nome, facendo proprio il disco che volevano esattamente fare, tra progressive thrash-metal, clima industrial, tecnica, groove e soluzioni più moderne...e noi a goderci il risultato!

*) FRAMMENTI Merce (lp Motorcity ed altri) - Comeback dell'anno questo dei sabaudi, un suono con la tensione HC nel segno della casa aggiornato con influssi post odierni, evoluzione coerente e credibile fatta da gente che nulla deve dimostrare agli altri se non a stessi, il loro punto di forza da sempre.

*) SUD DISORDER Strategie (lp Motorcity) - Rimanendo in casa Motorcity, a distanza di 4 anni la label rinnova il patto con l'ensemble tarantino per questo loro terzo album. Conferma e ulteriore passo avanti della band, che qui amplia la propria tavolozza sonora HC con innesti più meditati, senza stemperare l'energia profusa nelle 12 canzoni. Esame superato a pienissimi voti!

*) DEAFHEAVEN Lonely people with power (Roadrunner) - Il gruppo americano non tradisce nemmeno stavolta le mie aspettative, puntualmente rispettate sin dal 2018 quando li scoprìi per puro caso in uno Fnac store di Parigi. Da allora mi hanno conquistato, avendo sempre avuto in ogni disco almeno uno/due pezzi in grado di mandarmi in visibilio -se non in loop- per mesi, cosa che si ripete con questa sesta prova, la prima per la big Roadrunner. Uno su tutti: gli 8 minuti abbondanti di Amethyst, blackgaze dal magico crescendo sonoro-emotivo come solo loro sanno fare, quiete e tempesta: una garanzia.

Ristampe dell'anno: 

*) CRIPPLE BASTARDS Misantropo a Senso unico - 25th anniversary (FOAD) - Ad oggi, è il concetto generale a decretarlo tale, il disco più estremo mai pubblicato in Italia!

*) LILLY NOIZ Esplicitamente (mlp SouthBound Press) - Gradito regalo e riscoperta di un classico d'antan della Puglia versante HC/punk melodico... orgoglio!

Live: 

*) MASSIVE ATTACK al Medimex a Taranto 21 giugno; 

*) MORRISSEY Ostuni Foro Boario 3 agosto 2025, nel cartellone del Locus Festival;

Web:

I live in studio dell'emittente KEXP di Seattle e la serie dei live casalinghi proposti sotto il nome House of Strombo: Die Spitz, Tropical Fuck Storm, Thunderpussy, Melvins, Against Me!, The Linda Lindas, Power Trip o gli stessi Deafheaven per citare giusto qualcuno, canali You Tube che vi invito caldamente a scoprire.

BUON 2026!

In memoria degli amici: Massimo Leonardi, per tutti il Sardo, irriducibile agitatore politico-musicale, tatuatore e mille altre cose (Applequince rec, Tear Me Down), il dubmaster Andrea Presicce (Lilly Noiz, No Finger Nails), l'instancabile decano del metal estremo nel tarantino Angelo la Neve, Brent Hinds dei miei amati Mastodon

venerdì 18 luglio 2025

 

SUONI PER LA CURA DELL’ESSERE PENSANTE
controberto69@gmail.com - controberto.blogspot.com

cura 29: S.F.C. Cuenzo Cafè (cd 2023) Ecco la nuova malefatta targata SFC! La loro peculiarità? Questo abbiamo e con ciò facciamo! Senza tregua e spumeggianti musicalmente quanto beffardamente astiosi nelle parole, urlate impietosamente in faccia alla rassegnazione, che si avrà solo da morti. 13 storie HC/punk per un disco top, a riconferma che, anche se siamo spacciati, nessuno ci tocchi la gioia di una sommossa ancora possibile! Disponibile

cura 28: CARNE - Saremo ancora minaccia (lp/cd 2022) Esordio della nuova creatura, a rinforzare il contingente ionico in materia HC. Un forte temperamento emerge negli 11 brani, incitanti assalti dotati di uno spirito mai domo, dall'urgenza salutare, in grado di abbattere con le armi a noi più care: passione e determinazione. Il tono è sempre franco, deciso a farsi sentire, anche più forte dei sogni infranti, ficcanti moniti di riflessione e critica che altro non hanno se non sentirsi vivi fino all'ultimo respiro. Disponibile

cura 27: S.F.C. - Jonic Deathrow Manifesto (7"ep 2021) SFC come sinonimo di Taranto, voce della provincia lontana dai riflettori che contano ma sempre presente quando c'è da prendere posizione. Coinvolgente tiro HC/punk con qualche rallentamento metalluso e testi che mostrano l'indomita carica di Enrico e i suoi nuovi mates. Aggiungeteci la copertina de-luxe opera della biro magica di Gigio Bonizio... Un sanguinante atto d'amore e rivalsa, a resistere nonostante la realtà circostante, da 30 anni! Lunga vita ai Confusi! Ultime copie

cura 26: EGESTAS - Oltre le rovine (cd 2019) Un disco a lento rilascio, come una iniezione prolunga vita ma in uno scenario apocalittico. Blackened HC si definiscono, con la bussola che nei 6 movimentati pezzi guarda e ingloba pure elementi crust, materia post HC, finanche black metal, immersi in una vorticosa spirale che inghiotte e trascina negli inferi terrestri. Quando eccitazione e disperazione collidono e si sfidano a viso aperto, traendo dal dolore la propria rinascita, seppur in fondo al viaggio. Disponibile

cura 25: LACERO CONTUSO – s/t (cd-r 2013) HC è la forza motrice che smuove gli 8 pezzi presentati, focalizzati sull'espressione italica del genere, attraversata nei decenni senza che venga soffocata la loro vena moderna. Coesione e grinta non mancano, con tematiche testuali che mettono in contraddizione la nostra civile società; la rabbia che sputano è sincera e giusta, almeno per chiunque possieda un cervello e lo usi...Ioni-core! Disponibile

cura 24: HOBOPHOBIC - Portami lontano da qui (mcd 2013) HC sempre più rifinito a puntiglio, coinvolgente nei suoni e riflessivo nei testi. Lo spirito è sempre quello tenace degli esordi ma potenziato dall'esperienza, che traspare con tutta la sua matura forza nei 7 pezzi presenti, espressione di chi non si da mai per vinto. Come l'acciaio che resiste...Disponibile

cura 23: S.F.C - Ancora Prigioni (cd-r 2012) Era ora! Dopo anni di irreperibilità rispunta Prigioni, l'album simbolo dell'HC ionico, datato 1997, arricchito da bonus varie per ben 26 pezzi a propulsione immediata. Tre lustri e non sentirli affatto: ancora freschi come una valanga, per chi all'epoca se lo fece scappare, e per la gioia di chi lo riscoprirà! ESAURITO!

cura 22: NO THANX – s/t (cd 2011) Grottaglie diy connection rules! Primo sforzo della banda, dopo anni di apprendistato sul campo. Testi belligeranti in italiano che sospingono la cruda proposta, che si autoalimenta fucilata dopo fucilata, e qui il caricatore ne conta ben 12. HC ad alto voltaggio, che fa sua la lezione di ieri ma suonato e vissuto con la rabbia dei giorni nostri. Prendere o lasciare: di sicuro grazie a nessuno! Ultimissimi!!!

cura 21: LA CUENTA – s/t (cd 2008) Monolitico muro sonoro pressoché strumentale creato ad arte dai tre componenti il macigno toscano. Suono pesante e dilatato, parti reiterate tra matrice Neurosis e strisciante sludge, con un extra nero supplemento doom nell’animo. Slow, slow, slow: per palati estremi. Disponibile

cura 20: HOBOPHOBIC - I sogni a naufragare (cd 2005) C’è ancora chi crede che l’HC sia sinonimo di antagonismo contro la massificazione imperante. Eccone qui un esempio: il ritorno dei nuovi alfieri ionici col loro sano HC a spada tratta, politico nel suono e nei testi, come ben si chiede ad un gruppo “anti”. MTV get off the air! Ultimissimi!!!

cura 19: UNSUNG - Nail in the hand of Christ (cd 2003) Il secondo cd dei tre navigati toscani: corposo NYHC virato metal condito da inflessioni noise&grind, dal minaccioso incedere. Cupe visioni dal nuovo millennio…ESAURITO!

cura 18: PATRONELLAS - Criminal People (cd-r 2002) Apulian punk destruction! 13 sgangherate tx tra covers e originali, così lerce e grezze da far sembrare hi-tech il lo-fi: sono abbastanza seri per intrigarvi? This is Punk, punks! ESAURITO!

cura 17: TROIAIO – s/t (cd-r 2002) Bleaurghh! Nastrografia su cd di uno dei primi ensemble estremi della penisola, materiale sottratto con forza alla polvere, sovrana incontrastata per 10 anni. Demenzialità in chiave grind-noise: covers, originali, live e bestialità varie moltiplicate per 106 catarrose scariche...Caos non musica: qui ve ne farete davvero una ragione! Ultimissimi!!!

cura 16: HOBOPHOBIC - Rabbia e rancore (mcd 2002) Attitudine punk! Prima uscita digitale dei 4, prontissimi per dire la loro senza peli sulla biforcuta lingua. Un battagliero HC, dalla forte spinta umana che emerge prepotentemente nelle 6 tracce: se i Frammenti si incrociassero con i Propagandhi, probabilmente li sentireste così. Amore&rabbia a 300 Kmh. Ultimissimi!!!

cura 15: IRIDIO - Per catturare una nuvola (mcd 2002) Il debutto dei baresi sotto forma di mcd 5 tx, riuscita sintesi tra emo e HC. Quando l'emo nella sua dolcezza può diventare amaro, per un suono tra sfuriata ed introspezione. Avvolgenti …Ultimissimi!!!

cura 14: HEARTFIELD - Grigio Orizzonte (cd-r2002) Hardcore! Di quello secco e veloce nella tradizione '80 (con influssi thrash-metal), ispirazione primaria dei 5 bombardieri lucani. Una voce potente che declama velenosi testi su precisi e taglienti riffs, con una sezione ritmica che dona al tutto solida compattezza... Avanti tutta! ESAURITO!

cura 13: VV.AA. - Orecchiette...alla Pestona! Il bis (comp.tape+booklet 2001) Continuano i festeggiamenti col secondo e conclusivo sampler-censimento sulla Puglia abbestia. Unico concetto espresso in varie forme: protagoniste 24 bands tra veterani ed esordienti (nessuna presente nel precedente volume), dal punk-rock alla new&oldschoolHC, emo, powerviolence, melodi-core, con ben 31 pezzi che vi inchioderanno all'ascolto. Booklet 26 pagine con infos + report regionale allegati per prepararvi sull'argomento e meritarvi la cittadinanza onoraria… We want you!!! ESAURITO!

cura 12: RUIDOSOS - Ditelo col Fuoco (cd-r 2001) La sporca dozzina di produzioni coincide con la nostra prima con l'Oi!, per l'unica skin band della regione! Genuinità stradaiola, arrembante Oi! con tocchi ska e testi acuti in 9 esuberanti tx che colpiscono nel segno: Oi! nell'animo, punk nell'azione! ESAURITO!

cura 11: DISARM / OBBROBRIO - Uranium / Odori putridi di resti umani (split 7”ep 2001) Parola d'ordine: grindare a razzo! Primo vinile per entrambi e doppia dose di randello senza pietà stipato in 19 tracce (6 D+ 13 O) lyrics free...Serve aggiungere altro? Provocatorio marasma-core! Ultimissimi!!!

cura 10: BRANDELLI D'ODIO - XY Final Report (7”ep 2001) Il testamento della radicale b@nd-collettivo di stanza all'Ex-Cim occ. a Foggia. Intenso crust as fuck -con divagazioni free- in quattro tracce recuperate dalla stessa session del precedente "Fotografie di Stragi"...una sudata farlo uscire, ma ne è valsa la pena. Ai posteri... Ultimissimi!!!

cura 09: SUBURBAN NOISE / ROOM 104 - El sonido de la ciento y cuatro (split 7”ep 2000) Il ritorno vinilico dei salentini (dopo il mcd su Tomcat), in combutta con gli esordienti amici della Stanza 104, autori di un brillante demo '98. Due realtà a confronto sul tema emo-core: diverso nella forma, ma comune nella sostanza DIY. Un vibrante disco non certo avaro di carica e fascino... Ultimissimi!!!

cura 08: ERPICE - I Mostri (mcd 2000) HC bastardo. Bastardo per forti commistioni con postcore & noise, emo-pathos, ma con una esasperata voce e testi che li legano visceralmente al cordone ombelicale madre... Una impressionante crescita dal -bel- demo “Urgenza”. 4 magnetiche tracce all'insegna della nuova massiccia era HC. ESAURITO!

cura 07: HOBOPHOBIC - Certe situazioni (7”ep 2000) Dopo l'avvincente demo "S/K", i tarantini concretizzano il proprio debutto su vinile, che mette bene in mostra il loro veloce HC melodincazzato con agguerriti testi-commenti. La perfetta comunione tra la lezione sonora impartita dalla scuola svedese dei Satanic Surfers miscelata con una spiccata sensibilità tutta italiana dalle tentazioni old-school. Giovani punx crescono...bene! Ultime copie

cura 06: DOUGHBOYS - Live in Firenze 26/3/’94 (live-tape 2000) Gli spiritati canadiens catturati dal vivo durante la loro ultima visita italiana, tappa dell'euro-tour di supporto ai Therapy?. 11 intense tracce per 44' di indelebili melodie power-pop suonate con grande grinta punk, che non potranno lasciarvi indifferenti...Se succede, siete proprio senza cuore! Allegata biografia del quartetto. Benefit per il collettivo ecologista IL SILVESTRE. ESAURITO!

cura 05: GANGWAY, MAN! - s/t (7”ep 1999) Seppur orfani dell’ottima singer Claudia, il ritrovato trio da Maizza DC non perde colpi, mettendo a segno 5 pezzi (tra cui "Uncontrollable Urge" dei Devo, ottimamente personalizzata) che devono molto al miglior punk USA tinto r'n'r. Chi li ha paragonati ai Circle Jerks, chi agli X anfetaminizzati, altri ai ‘Turks di “Scared Straight”... Si potrà parlare umilmente di GWM! Style? Ultimissimi!!!

cura 04: DISARM - One Way? (cd-r 1999) Dopo due demos e diverse comps., la one-man band lucchese viene fuori con le 24 tracce del primo cd. Feroce grind-core/crust con liriche politicamente caustiche, leggibili nell'abbondante booklet pieno zeppo tra testi e commenti. Brutalità pura 100% dalla bassa Garfagnana! ESAURITO!

cura 03: VV.AA. - Orecchiette...alla Pestona! (comp.tape+booklet 1998) Volume iniziale della saga dedicata agli agitatori della scena pugliese HC-punk: SFC / SHOCK TREATMENT / GWM! / ERPICE / SUBURBAN NOISE / FIDO / RUN PATTY RUN / A TESTA BASSA / PANCRONIA / HOBOPHOBIC / LILLY NOIZ appassionatamente riuniti, 13 pezzi per oltre mezz’ora di selvaggia energia, con info-booklet 16 pagine sui partecipanti. Pensa globalmente, agisci localmente! ESAURITO!

cura 02: GANGWAY, MAN! - s/t (demo-tape 1998) Sciolti i No Exit, 2/4 di loro ritornano in pista col nuovo monicker GWM!, editando questa demo 8 tx di speed-punk 'n roll “trattato” Crypt. Immaginate i Naked Aggression col tiro r'n'r dei più grezzi New Bomb Turks, ed un duello vocale tra Claudia e Ignazio in pieno X style (ascoltare la cover di "Los Angeles", da brivido!)...La rivelazione regionale del '98! ESAURITO!

cura 01: SUBURBAN NOISE - Sunward (7”ep 1998) Un duplice esordio: il nostro e quello del trio, fortemente voluto ed inseguito da entrambi. Questa è la trasposizione integrale del loro secondo demo: un grintoso mix tra emo-core e HC melodico, dalle coinvolgenti melodie poppy che si susseguono sino a colpire profondamente il campo dei sensi. Samiam & Lifetime rientrano tra le vostre preferenze? Prendeteli in considerazione, non ve ne pentirete! ESAURITO!

 Sempre disponibile per scambi: fatevi avanti con le vostre proposte, qui si fa sul serio!

IERI, OGGI, DOMANI: AZIONE DI DISTURBO DAL 1997


lunedì 8 luglio 2024

ACROSS Blackout (lp 2024 diy alliance)

 


Dopo il gran bel mcd d'esordio DarkCore del 2019 (da me recensito su Nikilzine) e lo split ep 12" con i veterani punx conterranei Meat for Dogs, passo in rassegna l'animato ritorno dei cinque calabresi, alle prese con il loro primo lp (in 300 copie). 

Nove brani dalle melodie (spesso amare) che non sbilanciano l'irruenza HC esposta, scosse raschiate da approccio stradaiolo memore dei trascorsi Oi! di alcuni membri, che si riverbera fondamentalmente in certe timbriche vocali e inclinazioni dei cori, che assicurano scorrevolezza così come si sussegue vivace l'ascolto del blocco. 

Ci si accende subito con l'infervorata Hillsborough, spietata prestanza che non diminuisce con Uragano e Le Nuvole, guizzanti nel loro essere sfuggenti, i batti e ribatti di Blackout con la sua tempesta emotiva, la galvanizzante Immagini artificiali dal serrato costrutto, avvincente tanto quanto Viv, dalla vena più street punk -non lontano da Gli Ultimi- e con un testo da far tremare le gambe, combinazione di durezza e romanticismo (ispirata e dedicata a Vivienne Westwood), a contendersi l'acme del vinile con la sensibilità adirata di Un altro treno. La reprise di Didascalia dallo split sopracitato, qui in acustico con la voce del buon Sergio Milani, non può che ritrasmettere magicamente emozioni d'antan cioè quelle racchiuse nei solchi dei miei Kina, per animo e inflessione (e non solo per via della sua presenza), col finale affidato al fremito disperante di La Palude

Suono coeso e conciso (mai convulso), ben suonato e registrato, ottima la costruzione dei brani, articolati nel loro andamento ritmico che certo non ama la staticità, assortendo la proposta pur nei confini HC/punk, con testi dallo spietato realismo -talvolta allusivi-, soppesato alla luce delle fratture del quotidiano, dei rapporti personali e ciò che vediamo di spaesante dinnanzi a noi, sfogo che però non vuole cancellare quanto con caparbietà s'è costruito, piuttosto inteso come impietosa presa d'atto esistenziale. A forza di sbatterci la testa, il muro si romperà! 

Blackout si segnala come l'ennesimo, convincente gesto dal Sud in movimento; un gran bel passo avanti per gli Across, una rabbia maturata da identità non allineate che non ci tengono affatto a rientrare nei ranghi e tali vogliono rimanere, materia viva su cui modellare la propria vita. 

Voglio sentire un rumore che buchi il silenzio: se cercate un disco sbarazzino, rivolgetevi altrove.



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lunedì 22 aprile 2024

S.F.C. Cuenzo cafe (cd 2023 - d.i.y connection)

 


Nell'immaginario collettivo musicale ci sono connessioni indelebili diventati automatismi negli anni, come se l'area geografica, meglio ancora se specifica, diventasse un tutt'uno con il suono, interscambiando pregi e difetti, come una emanazione l'una dell'altra, e non solo dal punto di vista artistico (eliminando dal contesto cui si parla questioni campanilistiche o bandiere che dir si voglia)...Mi spiego meglio: se citiamo Liverpool, i Beatles ci vengono in automatico (pur non essendo magari fan del gruppo), come U2 riporta a Dublino, vero? Dal canto mio, traduco Londra con Sex Pistols e punk 77, con Manchester penso d'acchito ai Joy Division e Factory come Bristol sovviene trip hop; Los Angeles diventa per me la casa degli X al pari di NY(HC!) con Lou Reed /Velvet Underground e Ramones; se mi parlano di Goteborg vado precisamente alla scuola swedish death e Tampa a quella deathmetal della prima ora. Brasile? Naturalmente Sepultura e Ratos de Porao, la Bay Area culla del thrash, l'Islanda è Bjork, Washington = Dischord, per non dire cosa evoca la sola pronuncia di Seattle. In Italia? Beh, Pino Daniele è Napoli, così come Diaframma e Litfiba sono Firenze e CCCP rappresentano l'Emilia (paranoica)...Ma scendendo nell'underground del nostro amato campo HC/punk, le cose non cambiano. Aosta significa Kina, come Alessandria stà per Peggio Punx; se mi parlate di Torino immagino i Negazione e Rough (oltre ad una caterva di altri esponenti), Bologna la rossa è Nabat così come naturale l'equivalenza Wretched e Crash Box = Virus ergo Milano '80, Gorizia è Eu's Arse come Pisa fa CCM, Roma è Banda Bassotti e Bloody Riot. Senza dimenticare i miei più immediati dintorni con i pionieri Chain Reaction, tutt'uno con Bari, e Fasano DC = giro Rumble Fish/Maizza con tutti gli amici esponenti. Bene, tutto questo per dire cosa? Semplice e subito svelato: SFC sta a Taranto come Taranto sta agli SFC, punto e basta.

Un'appartenenza indissolubile, un vero legame che contempla amore & odio, poichè senza l'uno non esiste l'altro, a fornire una possibile chiave di lettura del carattere reciproco, quel disincanto senza arrendevolezza di chi non si lascia schiacciare dall'ambiente circostante, dove si riesce comunque a trovare un proprio equilibrio, per quanto scombinato dalle mille problematiche con cui convivere. Sì, qui la territorialità gioca un fattore chiave nell'esperienza ed evoluzione stessa del gruppo (per quanto agli inizi sparsi in varie parti d'Italie ma dal cordone ombelicale ben saldo a Poisonville), tanto influisce anche nelle tematiche testuali, forse più stringenti su alcuni argomenti in quanto vissute quotidianamente sulla pelle. Con ben 33 primavere sul groppone, la band s'è fatta quelle spalle larghe in grado di abbattere qualsivoglia ostacolo si ponga innanzi: credo ormai che l'unico vero pericolo sia rappresentato unicamente da loro stessi!

Quando li si dava per spacciati risorgevano come una fenice più forti di prima, quando ci si chiedeva se erano spariti subito li sentivi belli ringalluzziti a menare con un nuovo disco; i live rodati come una oliata macchina che punta dritto, che se non stacchi loro l'alimentazione diventa colonna sonora eterna tanto rimarrebbero sulle assi traballanti del posto, meglio se occupato, loro naturale base. Il perno attorno a cui ruota l'intera storia è sempre Enrico De Vincentiis, capo banda che di volta in volta con nuovi mates, qui con la stessa solida lineup (Mauro e Davide alle chitarre, la furia Valerio alla batteria) del gran 7"ep Jonic deathrow manifesto, ci propina un'altra rovinosa novella siglata che, pur sapendo già cosa ti aspetta, è sempre pronto a stupirti, sottoscritto incluso che lo conosce personalmente dal 1995! Ormai nelle lande ioniche li si riconosce come fratelli maggiori, attestato di uno affezionato plateau sempre disponibile, anche fuori nido, tanto è vero che il nuovo parto raduna una gran bella lista di amici a dar mano da ogni parte dello stivale.

Cuenzo Cafè, questo il titolo, gira bene con le sue storie, un treno in corsa che dallo stomaco coinvolge l'intelletto...Regole d'ingaggio? HC punk energetico dalla formidabile tempra che si mangia in un sol colpo il tempo trascorso dai '90, che guarda agli USA facendo la spola con l'Italia in un continuo gioco di andirivieni; un frullato multi saporito che recupera percentuali ska e scatti dagli umori rockin'core, sempre con quella visione ruvidamente melodica e sgangherata disinvoltura che sfoggiano sin dagli inizi

Già dalle prime due tracce Starkidz e Mentre tutto brucia (perversa disamina su TA appunto, dove si versa bile sopra le macerie, beffardi fino alla fine) si intuisce che l'ispirazione è ai massimi livelli, come se l'inquietudine fornisse il pretesto per scatenare una smodata festa -foss'anche senza ritorno-, dove ve lo anticipo sarà difficile rifiatare. L'inserimento dei fiati in C.O.N.F.U.S.E.D. dona quella marcia in più ad un forsennato pezzo ska-core di per sè da top, la contagiosa I'm shaking fa prevedere grande mischia live, tanto è in grado di impadronirsi del centro nervoso, Busted e Whole lot of nothing rincarano la dose con quella rustica aria familiare della casa; l'asciutto carattere delle stilettate Il mostro e Best Fiend giocano al tira e molla, la risoluta Room service torrenziale come i Suicidal Tendencies dell'esordio e l'irresistibile title track Cuenzo Cafe rinnova il patto spettacolare col dialetto locale, complice l'alternanza nel cantato con bro Fido Guido, piegando così il genere a propria somiglianza, generando un immediato classico. A chiudere in acustico Amore e Realtà, dove il nostromo Enrico, col suo ghigno cantato ridendo e fischiettando ci lascia l'amletico dubbio del racconto autobiografico o di fantasia...

13 brani che spintonano e sgomitano facendosi strada nel fare strike, strumenti che dialogano a puntino caricati a palla in un tutt'uno volto a dare forma e sostanza al pensato, fusione di energie corrisposte da restituire sotto forma di emozioni, che la travolgente registrazione frontale -tanto sembra di averceli nella stanza d'ascolto- made in SudEststudio da Fabio Dubio cattura pienamente. Grafica super tanto quanto l'underground team all'opera: artwork invasione dei mutanti di King Rat, disegni interni di Gigio Bonizio (già autore della stupenda copertina di Jonic...), il tutto assemblato da Mr. Porro Dario Ursino. Amo TUTTI i loro dischi (chi più, chi meno) ma stavolta mi sbilancio sicuro nel dire che, con l'arrembante Prigioni (l'album simbolo dell'HC jonico), Cuenzo Cafè tocca il picco della SFC story. Lunga vita!


sfctarantohc91@gmail.com