giovedì 19 marzo 2026

LILLY NOIZ Esplicitamente (mini lp 2025 Southbound Press/Duff records/Poison Hearts)

 


Quaggiù della nazione, metà anni 90: il Salento esprimeva la propria vicinanza, certo non geografica forse climatica in qualche modo, ma indubbiamente mooolto sentita con la mitica e mitizzata California, terra, ci si immaginava, invasata sul versante punk HC più melodico -già diventata riconosciuta tradizione locale- così come impartito dai padri Bad Religion e dagli irrequieti figliocci NoFx, Pennywise e innumerevoli fratelli minori, leggi Lag Wagon in primis, No Use for a Name, Screw 32...Erano esattamente i gloriosi giorni del fenomeno neo-punk e ondata HC melodico, vissuti in diretta da teenagers -e non-, più attenti anche nella giungla mainstream ad ascolti meno plastificati. Bene, i gruppi dlu salentu, stante la distanza proibitiva per frequentare quell'ambiente di persona, seppure ognuno per i fatti propri (pur collaborando e/o conoscendosi), sembrano aver pensato all'unisono "perchè non la replichiamo qui a modo nostro?". E così fù! In pochi anni si sviluppa un piccolo ma attivo raggruppamento dedito al lato più arioso del suono HC, chi più emozionale (Suburban Noise), chi più diretto (Run Patty Run, Belintesta), altri con maggior verve post (Room 104) o rock (Berenice) ma tutti guardando al sol del divenire Hc così. Insomma, l'Adriatico come se fosse Berkeley o Venice beach.

Ecco, tra i capostipiti di questa nidiata figurano i Lilly Noiz, quartetto che grazie alla Magenta esordiranno con un mcd 6 tx dal titolo Esplicitamente nel 1997. Oltre a divorare le copie stampate abbastanza velocemente, il cd marchierà a fuoco l'immaginario degli amanti di tale suono, grazie anche a brillanti composizioni e padronanza tecnica, tanto che fioccheranno attestati di stima e diversi live in regione. Quando tutti si attendevano un seguito, di botto la band, intorno al 2000, lascia ai posteri la propria, unica testimonianza, sparendo dai radar. L'abbondanza di gruppi presenti, per quanto anche lontani dal suono dei nostri (D.I.A., i miei amatissimi Briganti e Ruido Sos, Non Toccate Miranda, Le Ceneri, oltre ai nomi succitati), supplisce alla debacle dei nostri, e così avanti per qualche altro anno, ma dei LN non si sentirà più nulla per ben 25 anni...fino a ieri.

Dicevamo degli estimatori guadagnati col disco, anche fuori zona comfort, snodo importante del narrato: l'eco era giunto ad alcuni volenterosi ragazzi calabresi, che nei dintorni di Cosenza hanno scommesso sul lavoro mettendo su nel 2021 una pressing plant (stamperia di vinile), la Southbound Press. Uno di loro in particolare, Luis (membro dei Guasto), ad inizio 2025 contatta il gruppo (con la mediazione fondamentale dell'instancabile agitatore Luigi Sud Disorder), confessando la propria infatuazione per il disco sin da quando l'ha scoperto, ritenendolo uno dei migliori usciti in meridione per il genere, entusiasta al punto da offrirsi per ristampare in vinile l'ormai introvabile dischetto...L'occasione è ghiotta quanto inaspettata! Si comincia, ma nel mentre dei preparativi, succede purtroppo ciò che non avremmo mai voluto accadesse. L'amico Andrea (chitarra e cori), lascia questa terra ai primi di aprile, troppo giovane e voglioso di vita, a causa dell'ennesimo bastardo male incurabile, diocane. Seppur col morale a terra si va avanti, anzi per ricordarlo al meglio la rabbia della perdita sprona a far tutto meglio e subito, e con una bella e gradita novità: proprio la SBP propone di fare uscire il vinile come benefit a favore di una associazione per la ricerca sul cancro, decisione che verrà appoggiata unanimamente da tutti i coinvolti nella faccenda. Il resto è storia ri-fatta a luglio, quando Esplicitamente diviene realtà da maneggiare!

E dopo tutti questi anni, è davvero bello risentire come quei sei pezzi girano ancora benissimo (rimasterizzati per l'occasione) in un vinile bello arancione, una concezione Hc punk anni 90 mai tramontata, fatta di quella scuola Fat Wreck/Epitaph con i suoi nomi di punta rintracciabili in No Fx e Lag Wagon, quindi melodia/cori/cambi e veloci ripartenze (Cielo Grigio e Non lasciare la tua vita andare a male ancora top), con cantato in italiano a farceli sentire più vicini. 

Il disco è stato presentato al Rozz Fest, appuntamento fisso agostino arrivato a quota 12, organizzato d/alla Masseria Autogestita Foresta, dove hanno suonato con la disponibilità di Andrea Petrachi, amico di lunga data sin da quei tempi (militava nei Run Patty Run), ora esule nella produttiva Milano, organizzatore di concerti e molte iniziative in zona in passato. Posso tranquillamente affermare che sono stati tra i migliori del festival, acclamati dai tanti presenti grazie ad un set coinvolgente tra originali e covers, e tenuta di palco affrontata a viso soddisfatto! Altro che nostalgia, che seppur presente è servita da benzina più che da scusa, come a far riaffiorire una passione vitale mai sopita, nel nome dell'amicizia. Ieri come oggi, i fratelli so fratelli. E se da cosa nasce cosa....

southboundpress.it - lillynoiz.hc@gmail.com - poisonhearts.prod@gmail.com


Ad ANDREA PRESICCE (1978-2025)


A.M.P. Alterazioni Mentali Permanenti (cd 2025 Pogoverdachtig und Kopfkrank)

 


Altre buone nuove dal fronte pugliese nel 2025 è stato rappresentato dagli A.M.P., acronimo che dovrebbe stare per Attitudine Mentale Positiva, gruppo dell'hinterland tarantino attivo già da qualche anno (con Mik, basso & voce già nei validi blackcorers Entact). Dovrebbe, perché il loro secondo cd si chiama Alterazioni Mentali Permanenti, a porre legittimamente il dubbio (sarà questa la vera dicitura svelata?), dubbi che invece non si pongono all'ascolto, dato che è davvero un bel sentire!

Lo provano le nove tracce che lo compongono, canzoni della stessa pasta ruvida dell'esordio Fermo immagine del 2022, dove, con piglio sbrigativo ma coinvolgente, ampliano l'intelaiatura accentuando la vena Motorhead, virata punk. E nessuno mi toglie dalla testa che il chitarrista Winz dorma col santino del compianto Motor-riffer Eddie fast Clarke! Ma l'indiavolata creatura sembra cibarsi anche dei più rovinosi Dwarves, i Poison Idea di We Must Burn, una punta di impellenza Zeke, frullando sguaiatamente il tutto con liriche morbose in taluni casi (Nel baratro, Camposanto...), quanto critiche delle follie accettate passivamente (America fuck you) o le infamità pedofile in abiti sacri (Sodoma).

Il trio si dimostra padrone del campo: al manifesto della band Funboy il compito di scaldare i motori, che scombina rombando a pieni giri con la falcata di 2 Minutes di nome e di fatto, On fire invece fa scomodare il paragone con i migliori Adolescents... Immaginate i Raw Power in chiave fast'n roll? Bene, ce l'abbiamo: America fuck you! Non si vacilla nemmeno di fronte ad altre arrampicate come Don't pay to fuck o la rasoiata a testa bassa di Nel baratro, sino al man rovescio della perfida Sodoma.

Insomma, tanta insolenza punk, senza frizzi e lazzi con una registrazione secca che dona cartucce a quello spirito corsaro che ha già animato l'esordio.

Completa il tutto per la parte grafica la conferma di Dartworks (sempre magico il suo tocco), una decisa attitudine d.i.y., barra dritta e ripartenze con sgommate incluse!

P.S.: Rispetto alla lineup che ha registrato il cd, annotiamo il cambio del batterista: lascia Fabio ed entra in pianta stabile Gigio, voce Sud Disorder, che rimette mani e piedi a servizio dello strumento suo primm'ammore con gli Hobophobic. 

ampband2022@libero.it - AMP band facebook 





SUD DISORDER Strategie (lp 2025 Motorcity)

 


Il vascello maledetto, tanto impavido forse incosciente ma che non può arrestare la sua corsa, solca i mari in tempesta sfidando tutte le avversità che si presenteranno inevitabilmente sul suo tortuoso cammino. Tirarsi indietro non è contemplato: la ciurma si dibatte per trovare la propria via -retta non di sicuro- affrontando a viso aperto, e spesso controvento, la vita nel resistere ad ogni burrasca, cercando un porto che sia, se non tranquillo, almeno di riconciliazione. Il mare, l'elemento onnipresente nel metaforico dipanarsi di questa bella storia tarantina con il decennale + sulle spalle chiamata Sud Disorder, tornati ad ottobre con l'atteso terzo album Strategie.

Questa é la mia impressione ricavata dalla copertina (opera di Holdenaccio, autore locale che si ricollega direttamente alla recente storia dei nostri, illustratore del ricco booklet allegato 16 pagine), dal lato sonoro invece si presenta timbricamente più vario dell'arrembante Senza amor non vale nulla del 2021. Sì, perché introduce e sottopone il proprio tessuto HC ad alcune novità, facendo affiorare una vena malinconica che sottolinea diversi brani aggiungendo inedite quanto fascinose sfumature all'insieme, a influenzare una costruzione che prova a diversificare la proposta. E non parlo del ruggente semi acustico Senza Freni piazzato a metà ascolto, che non ti saresti aspettato dai nostri, ma proprio nell'approccio alla materia, con una rabbia forse più velenosa (anche testuale) ma espressa attraverso soluzioni che sovente tolgono il piede dall'acceleratore senza intaccare nulla in termini di intensità.

L'altra novità è il maggiore coinvolgimento della seconda vocalist Serena, che doppia e/o si incastra infondendo profondità e completezza al connubio con l'aspra vocalità del buon Gigio, sempre intento a scorticarsi le corde vocali nel confessare il proprio amaro sdegno, tra prezzo e sprezzo delle insidie, conflitti irrisolti con tutto il loro peso, quanto a rivendicare percorsi comuni - pur nelle difficoltà- comunque fatti.

Parole che proprio nel taglio disperato riescono a trovare la chiave per non soccombere, un concentrato di forze resistenti come risposta ad un mondo in subbuglio generale che si vanta nel provocare i più bassi istinti, che di umano hanno davvero ben poco.

Come la notte sembra una corazzata che lotta e avanza col suo nervoso ritmo a macinare tutto ciò che incontra davanti, Strategie il brano (primo estratto promozionale) conquista con la sua sofferenza che ti piglia e non ti molla, con il finale che sollecita ad allinearsi al coro, accomunato in questo da Scheletri, la strada dissestata caratterizzante la meditata Nulla da Perdere e la frenetica No' t scurdà, così come lo statement attitudinale di Stretti ai margini; Piovono bombe e Non tornerai spingono penetranti come una lama, fino a giungere all'esaltante finale con -a mio avviso- i due capolavori, ossia l'acredine con la schiuma alla bocca di Pagliaccio (che a modo suo sviluppa pure un killer groove) e la disperante bellezza di Andrà peggio di così (dove proprio l'intesa tra le voci trova l'amalgama perfetto), ad arricchire il palmares dei brani da ricordare della band.

Un disco meno tutto e subito del precedente, una progressione che viaggia sicura puntando stavolta su un impatto più emotivo che frontale, senza stemperare l'energia che regola il tutto, mai affievolita negli anthems che permangono diretti come il primo giorno (confermata in sede live, dove l'interazione con il pubblico è totale)!

Strategie accresce la loro storia, con audacia e determinazione...Fuoco, passione, calore: fatto per durare, statene certi.

Vinile in 500 copie stampate in prima tiratura, di cui 100 viola, nuovamente targato Motorcity, che anche stavolta azzecca il colpo!


Sarà quel che sarà e intanto io combatto ancora