mercoledì 2 marzo 2016

ASEXUALS - Va dove ti porta il CORE



Non nascondo di avere un forte debole per la scena punk/HC canadese, in particolare per il filone melodico del genere sviluppatosi dagli '80 ai '90 nell’area di Montreal...Sarà per nostalgia, forse perché parlo del posto che è il mio luogo di nascita? Tranquilli, non sto scoprendo un mio lato nazionalista... sono cittadino del mondo! Associo probabilmente ricordi e sensazioni mai sopite, che rimandano a quel periodo della mia infanzia? O forse perché questi gruppi, data la provenienza, li immagino come audio-portavoce della mia idealizzata fissa, amplificandola grazie al loro fascino musicale? Diciamo che entrambe le ipotesi sono in piedi. Quali sono allora questi nomi? La formidabile quaterna Doughboys/Asexuals/Nils/Rise, per molti perfetti sconosciuti, per questo cercherò di rimediare alla vostra terribile lacuna! Dei primi vi rimando all’apposito articolo a brevissimo disponibile sul blog, degli ultimi due mi limiterò prossimamente a sviscerare le rispettive discografie in uno speciale, quindi non mi resta altro che completare il discorso con la narrazione delle vicende degli Asessuati, esponenti imprescindibili quando si parla di punk e derivati alternativi del francofono Quebec.

1983: Quattro liceali appassionati di punk/HC (John Kastner-voce; Sean Friesen-chitarre; TJ Collins-basso; Paul Remington-batteria) decidono di formare una band con la quale mettere a soqquadro la loro zona... L’idea prende subito corpo ed anima registrando i 4 pezzi che andranno a comporre l'anno seguente il grezzo debutto in 500 copie FEATURING THE ASEXUALS (OG rec.). Il 7” acquisisce i dettami impartiti dal primo HC, cioè quella che sembra essere la loro influenza primaria, nonostante ribadiscano a più riprese la fondamentale lezione avuta da Uk Subs, Clash e Stiff Little Fingers (io direi su tutti primi Circle Jerks)... Il disco si fa notare nel circuito locale, attenzione che verrà rinforzata dalla partecipazione a Primitive Air-raid, lo storico lp assemblato dalla Psyche Industry, etichetta che avrà un ruolo di primissimo piano nello sviluppo dei primi fermenti, fungendo da stimolante/collante cittadino, dando di fatto lo start all'entrata di Montreal come parte attiva nel nascente movimento Canuch-core. 14 i partecipanti (Nils, Direct Action, Genetic Control, Fair Warning, No Policy...), con i nostri che presentano Contra Rebel, uno degli apici dell'ottima compilazione, ormai un pezzo da collezione introvabile da anni. Il pezzo farà parte assieme ad altri nuovi di BE WHAT YOU WANT, che esce nel medesimo 1984 per la First Strike...e qui fanno il botto! Un grande lp, dalle fulminee melodie che non attenuano minimamente l’esuberanza ivi contenuta: la title track, l’inno Asexual e Mr. Rat sono belle spolverate, 14 trascinanti tx essenziali e grintose che mixano punk e HC da urlarne i cori e da ascoltare tutto d'un fiato, perfetto per far girare il nome anche al di fuori dei confini, confermando la loro egemonia locale assieme agli splendidi Nils. Come nel 7”, i testi spaziano da argomenti politici (Contra Rebel, Iraq/Iran) ad episodi di vita quotidiana ed autodeterminazione dell’individuo (Be what you want, Mind Contraction)… Ad alimentare la fama ci pensano poi i travolgenti live-set, tra i più eccitanti e seguiti nell'area in quel periodo, riconoscimento che arriverà anche dagli States, visitati nel gennaio ’84 e nel sett.’85 (69 date fatte in due mesi!). Un biennio davvero all'insegna dello sbattimento, a complemento del quale, a sett. '85, l'attenta Psyche Industry si offre per editare il secondo full-lenght (e ristampare il primo), ossia CONTEMPORARY WORLD. Sarà per la produzione, affidata ai servigi di Steve Kravac, che il nuovo lp appare più curato rispetto al predecessore, con maggiore enfasi melodica e toni -leggermente- più dimessi (Stop the City e So Alone rendono bene l’idea), che comunque conserva un alto tasso energico (qui citerei Where were you e Take a look around). 10 pezzi che suonano bene e si ascoltano altrettanto, ma qualcosa pare stia cambiando… La cover del classico Dylan The times they are a changin’ sembra alquanto profetica: la tesi è avvalorata dal fatto che sul finire del 1986 la band decide di estromettere il frontman J. Kastner (che andrà subito a formare i Doughboys); una decisione inspiegabile, almeno dall’esterno, ma tant’è… I due album verranno poi accomunati nell'edizione cd.

La band sembra prendersi una temporanea pausa di riflessione, ed intanto si comincia a mormorare negli ambienti cittadini di un reset alla proposta, cosa che diviene certezza nel 1987, quando riappaiono come trio facendo diversi concerti (uno dei quali di spalla ai P.I.L. davanti a 2000 persone). La mutazione interna vede TJ Collins/Plenty dal basso passare alla sei corde, impegnandosi nel dividere il ruolo di vocalist e compositore con l'altro chit. Sean Friesen, Paul Remington fisso dietro le pelli mentre di li a poco il posto al basso verrà raccolto da Blake Cheetah. Con il ritorno alla line-up a 4, supportano i D.O.A. in un tour nord-americano e successivamente, sotto l’egida della locale Cargo, esce nel 1988 il terzo lp… DISH si presenta con una copertina orribile (diciamo che non hanno mai brillato in questo!), e stravolge le carte in tavola: non c’è una sola traccia che rimandi ai pur recenti esagitati trascorsi, tant’è infarcito di sonorità tra rock & powerpop, con cori/controcori abbondantemente sparsi e chit. acustiche, fermo restando lo spirito punk che aleggia sul tutto. L’unico punto di contatto col passato è la riconferma del Kravac a capo-console (che anni dopo citerà i due album a cui ha messo mano nella sua top professionale)… In questa nuova veste a prendere il sopravvento sul lato HC è la profonda ispirazione data dagli amati Replacements (e Soul Asylum, aggiungerei) con il loro viscerale rock di strada aromatizzato dal taglio melodico pop, coi quali traccerei un valido parallelo, sposando in pieno quel concetto sonoro senza limitazioni stilistiche (incluse certe tentazioni di derivazione country). Per capirci, si reinventano alla grande; sonorità più morbide rispetto ai trascorsi, ma che non lesinano certo energia e passione, facendo godere chi, non aspettandosi tale cambiamento, scopre un gruppo ignorato fino a poc'anzi. Un’inarrestabile onda rock accompagna felice e ispirata tutto il disco, come dimostrano ampiamente le 11 fluide composizioni: qui figura Borderline, per me il pezzo più bello da loro scritto, con quella sua contagiosa aria da viaggio che fa tanto vissuto, continuando con le appassionanti Time will Tell, Little Tragedy, Sunday, o l’allegra title-track (quanto di più pop offerto dal gruppo, con quei fiati a straniare!), per un risultato finale che soddisfa in pieno. Un trauma per i vecchi irriducibili fans, traditi a loro dire, anche se bisogna riconoscere alla band d’aver fatto una scelta coraggiosa, che ostenta sicurezza nell’affrontarla (e subirla…) a viso aperto, conservando lo stesso monicker. Sarà forse per non perdere quella seppur piccola notorietà riconosciuta nell’underground? Sono pur sempre ¾ della band di prima, anche se all’ascolto dei precedenti capitoli, ad occhi chiusi avrei dubitato... Fuorviante di sicuro, diversi, ma comunque ottimi. Chapeau!

Con il gruppo ritornato stabilmente a macinare miglia in tour, seguirà l’anno seguente lo split 7" con i conterranei Change of Heart sponsorizzato Cargo, dove ripropongono il remix dell’edita Dish ('89 version) accanto alla efficace So many miles, ma nonostante questo, stentano a decollare non ricevendo le attenzioni sperate, cosa che demoralizza l’animo dei quattro. C’è chi dice che allora erano più interessati a quante birre potevano scroccare a concerto che alla carriera! Ma se la speranza è l’ultima a morire…Passa qualche tempo ed il disco capita nelle mani di un promoter tedesco (della Mad booking) che rimane stregato dall’Asexuals sound, al punto da piazzare 500 copie di Dish in continente, spingendolo successivamente ad organizzare la prima trasferta europea dei canadiens. Inaspettato soccorso che rinvigorisce la band, che però al termine dell’euro-tour agli inizi del ’91 perde il bassista Blake Cheetah prontamente rimpiazzato dal collega Dominic Pompeo che fa la sua comparsa direttamente sul nuovo lp EXILE FROM FLOONTOWN, pubblicato nello stesso anno dalla fida Cargo. Un disco avente parecchie frecce nel suo arco: dall’iniziale title-track, all’acustica Return to the end (promossa anche su video), all’elettrica Refuge of the mind, 12 convinte e convincenti rock songs prodotte da Kevin Komoda che mostrano una band davvero in forma, dalla scrittura brillante che avvince per qualità e classe melodica. Il disco nella stampa locale viaggiava nella prima tiratura limitata come doppio cd, con 4 pezzi aggiuntivi (2 gli inediti); bonus-disc che anni dopo sarà conosciuto come WALT’S WISH, grazie alla riscoperta della Boss Tuneage, che è riuscita a trovare una esigua rimanenza di copie del mcd in Canada (considerato il fallimento della locale Cargo nel 1997): appena 60 esemplari, avvolti in una copertina a poster, diventati collectors items in due settimane! Il pubblico finalmente sembra aver metabolizzato il nuovo corso dei Montrealesi, cosa che permette di gustare appieno l’attuale direttiva stilistica: ormai è superfluo dire se siano meglio i primi tempi o i nuovi, vista l’estraneità tra le due fasi, musicalmente parlando. A farla può solo essere una questione di gusti personali. Certo è che, con la svolta, potrebbero potenzialmente allargare i consensi ad aree estranee al punk, cosa che però non si verificherà appieno poiché per molti rimarranno unicamente un gruppo punk, tanto che orbiteranno perlopiù in giri riconducibili a quei lidi (peraltro mai rinnegati). Nel 1993 arriva LOVE GOES PLAID/BEAUTIFUL, due ottimi pezzi su 7” editato dalla coppia RPN/Boss Tuneage come passaporto per la seconda puntata europea, che li porterà nel loro girovagare pure in Italia, con una data alla Giungla occupata a Firenze (della quale possiedo una buona registrazione!). Concerti si susseguono anche in patria, e, dopo l’ennesimo cambio di bassista -esce Pompeo (r.i.p 2012) ed entra Yuri Mohasci-, forti di un accordo siglato con la Hypnotic/Mca, si accingono a preparare quello che risulterà essere il loro commiato, che si concretizzerà alla fine del 1996, a titolo FITZJOY. Le vivaci particolarità espresse in precedenza sembrano (irrimediabilmente?) svanite: il suono appare più compatto, ma mancano quei colpi di testa specchio del loro spavaldo atteggiamento, affossati in favore di un pulito rock standard che sa di bel compitino e niente più. Questo atto finale propone 12 pezzi dalla corposa registrazione (curata da Rod Shearer), pur volenterosi ma che sembrano difettare proprio di spinta motivazionale... L’avvincente Black Sugar conquista la palma di miglior pezzo, seguito da Underground e Leaving. Un segno di stanchezza generale? Addomesticati per la carriera? Non si sa, di fatto però così si chiude questa bella esperienza, pur se costellata da qualche vicissitudine, durata oltre 10 anni (al posto giusto ma al momento sbagliato?). Curiosità: Doughboys & Asexuals accomunati nel destino anche dalla coincidenza: entrambi hanno interrotto il loro cammino nel 1997…

Meno male che la solita Boss Tuneage (label di Aston Stephens, superfan della band) ha pensato di riportare in auge il nome Asexuals, ristampando prima Fitzjoy e poi editando nel 2000 l’antologia GREATER THAN LATER. Essa contiene 23 pezzi pescati da tutte le releases, ed è compilata dal Friesen, che scova pure un inedito per l'occasione (Bondage), più un antipasto dei suoi nuovi La Motta a chiusura d’album. Francamente la selezione non soddisfa come dovrebbe, vista l’esclusione di Contra-Rebel, uno dei loro pezzi più noti, come gli estratti da Exile… non mi sono sembrati particolarmente indicativi (omesse alcune songs più rappresentative)… Comunque Sean non è rimasto fermo: trasferitosi in Texas, ha messo su i citati La Motta, che partono musicalmente da dove avevano lasciato gli ultimi Asexuals (saggiateli nel cd Love California), e ha pubblicato il mcd Moonshine a firma Shimmer, frutto di una episodica collaborazione con Matt Taylor (All Systems Go!, High lo-fi) e Peter Johnson (Flounger & Chino), 4 tx composte, provate un paio di volte e registrate in qualche ora in studio in presa diretta!
Quando meno me l’aspetto, cosa vengo ad apprendere spippolando sul web? L’1/10/2010 c’è stata una rimpatriata della band in formazione originale, in occasione del Pop Montreal Festival, replicata il 4 & 5 marzo 2011 a Toronto, a cui sono seguite altre date tra 2012 e 2014…cosa dobbiamo aspettarci? Nulla che non siano sporadiche esibizioni live, di dischi non se ne parla proprio. Chi può se li goda, finché dura…

Se volete avere una buona fotografia degli Asexuals immaginate una band con un’anima apparentemente divisa in due parti, entrambe devote all’espressività più genuina. Non so dirvi quale preferisco dei loro due periodi: del primo apprezzo la selvaggia, incontenibile verve; del secondo, la calorosità avvolgente che letteralmente trasporta. Impeto e feeling: in ogni caso, inconfondibilmente sentimentali.


PS: It’s… è un doppiolp bootleg tedesco editato nel 1991, dove presenziano, assieme a Green Day, Fugazi, Blondie, Pitch Shifter, Poison Idea, Youth Brigade, Naked Raygun ed altri, con due covers: Russian Roulette e Smoke on the Water. Gli americani Woolworthy nel 2001 hanno ripreso Love goes plaid sul bel mcd Blasted into Ashes.

domenica 25 ottobre 2015

SUONI PER LA CURA DELL'ESSERE PENSANTE

cura 01: SUBURBAN NOISE - Sunward (7”ep 1998) Un duplice esordio: il nostro e quello del trio, fortemente voluto ed inseguito da entrambi. Questa è la trasposizione integrale del loro secondo demo: un grintoso mix tra emo-core e HC melodico, dalle coinvolgenti melodie poppy che si susseguono sino a colpire profondamente il campo dei sensi. Samiam & Lifetime rientrano tra le vostre preferenze? Prendeteli in considerazione, non ve ne pentirete! ESAURITO!
cura 02: GANGWAY, MAN! - s/t (demo-tape 1998) Si sciolgono i No Exit, e 2/4 di loro ritornano in pista col nuovo monicker GWM!, editando questa demo 8 tx di speed-punk 'n roll “trattato” Crypt. Immaginate i Naked Aggression col tiro r'n'r dei più grezzi New Bomb Turks, ed un duello vocale tra Claudia e Ignazio in pieno X style (ascoltare la cover di "Los Angeles", da brivido!)...La rivelazione regionale del '98! ESAURITO!
cura 03: VV.AA. - Orecchiette...alla Pestona! (comp.tape+booklet 1998) Volume iniziale della saga dedicata agli agitatori della scena pugliese HC-punk: SFC / SHOCK TREATMENT / GWM! / ERPICE / SUBURBAN NOISE / FIDO / RUN PATTY RUN / A TESTA BASSA / PANCRONIA / HOBOPHOBIC / LILLY NOIZ qui appassionatamente riuniti, 13 pezzi per oltre mezz’ora di selvaggia energia, con info-booklet 16 pagine sui partecipanti. Pensa globalmente, agisci localmente! ESAURITO!
cura 04: DISARM - One Way? (cd-r 1999) Dopo due demos e diverse comps., la one-man band lucchese viene fuori con le 24 tracce del primo cd. Feroce grind-core/crust con liriche politicamente caustiche, leggibili nell'abbondante booklet pieno zeppo tra testi e commenti. Brutalità pura 100% dalla bassa Garfagnana! ESAURITO!
cura 05: GANGWAY, MAN! - s/t (7”ep 1999) Seppur orfani dell’ottima singer Claudia, il ritrovato trio da Maizza DC non perde colpi, mettendo a segno 5 pezzi (4 + "Uncontrollable Urge" dei Devo, ottimamente personalizzata) che devono molto al miglior punk USA tinto r'n'r. Chi li ha paragonati ai Circle Jerks, chi agli X anfetaminizzati, altri ai ‘Turks di “Scared Straight”... Si potrà parlare umilmente di GWM! Style?
cura 06: DOUGHBOYS - Live in Firenze 26/3/’94 (live-tape 2000) Gli spiritati canadians catturati dal vivo durante la loro ultima visita italiana, tappa dell'euro-tour di supporto ai Therapy?. 11 intense tracce per 44' di indelebili melodie power-pop suonate con grande grinta punk, che non potranno lasciarvi indifferenti...Se succede, siete proprio senza cuore! Allegata biografia del quartetto. Benefit per il collettivo ecologista IL SILVESTRE. ESAURITO!
cura 07: HOBOPHOBIC - Certe situazioni (7”ep 2000) Dopo l'avvincente demo "S/K", i tarantini concretizzano il proprio debutto su vinile, che mette bene in mostra il loro veloce HC melodincazzato con agguerriti testi-commenti. La perfetta sintesi tra la lezione sonora impartita dalla scuola svedese dei Satanic Surfers miscelata con una spiccata sensibilità tutta italiana dalle tentazioni old-school. Giovani punx crescono...bene!
cura 08: ERPICE - I Mostri (mcd 2000) HC bastardo. Bastardo per forti commistioni con postcore & noise, emo-pathos, ma con una esasperata voce e testi che li riportano visceralmente al cordone ombelicale madre... Una impressionante crescita dal -bel- demo “Urgenza”. 4 magnetiche tracce all'insegna della nuova massiccia era HC. ESAURITO!!!
cura 09: SUBURBAN NOISE / ROOM 104 - El sonido de la ciento y cuatro (split 7”ep 2000) Il ritorno vinilico dei salentini (dopo il mcd "Sun"), in combutta con gli esordienti amici della Stanza 104, autori di un brillante demo '98. Due realtà a confronto sul tema emo-core: diverso nella forma, ma comune nella sostanza DIY. Un vibrante disco non certo avaro di carica e fascino... Ultimissimi!!!
cura 10: BRANDELLI D'ODIO - XY Final Report (7”ep 2001) Il testamento della radicale b@nd-collettivo di stanza all'Ex-Cim occ. a Foggia. Intenso crust as fuck -con divagazioni free- in quattro tracce recuperate dalla stessa session del precedente "Fotografie di Stragi"...una sudata farlo uscire, ma ne è valsa la pena. Ai posteri... ESAURITO!
cura 11: DISARM / OBBROBRIO - Uranium / Odori putridi di resti umani (split 7”ep 2001) Parola d'ordine: grindare a razzo! Primo vinile per entrambi e doppia dose di randello senza pietà stipato in 19 tracce (6 D+ 13 O) lyrics free...Serve aggiungere altro? Provocatorio marasma-core!
cura 12: RUIDOSOS - Ditelo col Fuoco (cd-r 2001) La sporca dozzina di produzioni coincide con la nostra prima con l'Oi!, per l'unica skin band della regione! Genuinità stradaiola, arrembante Oi! con tocchi ska e testi acuti in 9 esuberanti tx che colpiscono nel segno: Oi! nell'animo, punk nell'azione! ESAURITO!
cura 13: VV.AA. - Orecchiette...alla Pestona! Il bis (comp.tape+booklet 2001) Continuano i festeggiamenti col secondo e conclusivo sampler-censimento sulla Puglia abbestia. Unico concetto espresso in varie forme: protagoniste 24 bands tra veterani ed esordienti (nessuna presente nel precedente volume), dal punk-rock alla new&oldschoolHC, emo, powerviolence, melodi-core, con ben 31 pezzi che vi inchioderanno all'ascolto. Booklet 26 pagine con infos + report regionale allegati per prepararvi sull'argomento e meritarvi la cittadinanza onoraria… We want you!!! ESAURITO!
cura 14: HEARTFIELD - Grigio Orizzonte (cd-r2002) Hardcore! Di quello secco e veloce nella tradizione '80, fonte d'ispirazione primaria dei 5 bombardieri lucani. Una voce potente che declama velenosi testi su precisi e taglienti riffs, con una sezione ritmica che dona al tutto solida compattezza... Avanti tutta! ESAURITO!
cura 15: IRIDIO - Per catturare una nuvola (mcd 2002) Il debutto dei baresi sotto forma di mcd 5 tx, riuscita sintesi tra emo e HC. Quando l'emo nella sua dolcezza può diventare amaro, per un suono tra sfuriata ed introspezione. Avvolgenti …
cura 16: HOBOPHOBIC - Rabbia e rancore (mcd 2002) Attitudine punk! Prima uscita digitale dei 4, prontissimi per dire la loro senza peli sulla biforcuta lingua. Un battagliero HC, dalla forte spinta umana che emerge prepotentemente nelle 6 tracce: se i Frammenti si incrociassero con i Propagandhi, probabilmente li sentireste così. Amore&rabbia a 300 Kmh!
cura 17: TROIAIO – s/t (cd-r2002) Bleaurghh! Nastrografia su cd di uno dei primi ensemble estremi della penisola, materiale sottratto con forza alla polvere, sovrana incontrastata per 10 anni. Demenzialità in chiave grind-noise: covers, originali, live e bestialità varie moltiplicate per 106 catarrose scariche...Caos non musica: qui ve ne farete davvero una ragione!
cura 18: PATRONELLAS - Criminal People (cd-r 2002) Apulian punk destruction! 13 sgangherate tx, così lerce e grezze da far sembrare hi-tech il lo-fi: sono abbastanza seri per intrigarvi? This is Punk, punks! ESAURITO!
cura 19: UNSUNG - Nail in the hand of Christ (cd 2003) Il secondo cd dei tre navigati toscani: corposo NYHC virato metal condito da inflessioni noise&grind, devastante nel suo minaccioso incedere. Cupe visioni dal nuovo millennio…(In memoria ‘93-05)
cura 20: HOBOPHOBIC - I sogni a naufragare (cd 2005) C’è ancora chi crede che l’HC sia sinonimo di antagonismo contro la massificazione imperante. Eccone qui un esempio: il ritorno dei nuovi alfieri ionici col loro sano HC a spada tratta, politico nel suono e nei testi, come ben si chiede ad un gruppo “anti”. MTV get off the air!
cura 21: LA CUENTA – s/t (cd 2008) Monolitico muro sonoro pressoché strumentale creato ad arte dai tre componenti il macigno toscano. Suono pesante e dilatato, parti reiterate tra matrice Neurosis e strisciante sludge, con un extra nero supplemento doom nell’animo. Slow, slow, slow: per palati estremi.
cura 22: NO THANX – s/t (cd 2011) Grottaglie diy connection rules! Primo sforzo della banda ionica, dopo anni di apprendistato sul campo. Testi belligeranti in italiano che sospingono la cruda proposta, che si autoalimenta fucilata dopo fucilata, e qui il caricatore ne conta ben 12. Hc ad alto voltaggio, che fa sua la lezione di ieri ma suonato e vissuto con la rabbia dei giorni nostri. Prendere o lasciare: di sicuro grazie a nessuno!
cura 23: S.F.C - Ancora Prigioni (cd-r 2012) Era ora! Dopo anni di irreperibilità rispunta Prigioni, l'album simbolo dell'HC ionico, datato 1997, arricchito da bonus varie per ben 26 pezzi a propulsione immediata. 3 lustri e non sentirli affatto: ancora freschi come una valanga, per chi all'epoca se lo fece scappare, e per la gioia di chi lo riscoprirà!
cura 24: HOBOPHOBIC - Portami lontano da qui (mcd 2013) HC sempre più rifinito a puntiglio, coinvolgente nei suoni e riflessivo nei testi. Lo spirito è sempre quello tenace degli esordi ma potenziato dall'esperienza, che traspare con tutta la sua matura forza nei 7 pezzi presenti, espressione di chi non si da mai per vinto. Come l'acciaio che resiste...
cura 25: LACERO CONTUSO – s/t (cd 2013) L'HC è la forza motrice che smuove gli 8 pezzi presentati, focalizzati sull'espressione italica del genere, attraversata nei decenni senza che venga soffocata la loro vena moderna. Coesione e grinta non mancano, con tematiche testuali che mettono in contraddizione la nostra civile società; la rabbia che sputano è sincera e giusta, almeno per chiunque possieda un cervello e lo usi...Ioni-core!


Materiale disponibile per scambi: fatevi avanti con le vostre proposte, qui si fa sul serio!
controberto69@gmail.com

IERI, OGGI, DOMANI: AZIONE DI DISTURBO DAL 1997

domenica 27 settembre 2015

GROW UP, NOT BLOW UP!

DALLA DISUMANIZZAZIONE
ALLA FABBRICA DELLE ARMI
PER IL PROFITTO DELLA NAZIONE
O PER LA SUA DISTRUZIONE.
IL POTERE E’ POTERE, E' LA LEGGE DEL MONDO
COLORO CHE VIVONO PER MORIRE
FINIRANNO COL MORIRE DA SOLI
CON LE LORO MANI.
LA VITA NON E' PREORDINATA
SE RIUSCITE A FARE I CONTI CON ESSA.
RIFIUTATE IL SISTEMA CHE ORDINA
I COMPORTAMENTI PRESTABILITI.
A VOI LA SCELTA...
PACE O ANNIENTAMENTO
(“Annihilation”)

Un irremovibile monito, significative parole che esprimono bene l‘essenza protest del punk... Tante, sin dagli albori, sono state le bands succedutesi in questo panorama, che hanno fatto della materia anti la propria ragione di esistenza. La mia attenzione verterà qui su una tra le più radicali apparse nel firmamento Usa HC/punk della prima metà degli '80, al secolo musicale CRUCIFIX. Occorre però fare un doveroso salto temporale nel passato, per avere maggiormente chiaro qual era lo scenario di quei tempi, poiché questo risulterà fondamentale nel far capire meglio il “sentimento” in questione.

The act becomes real” (The Bollock Brothers)
Gli USA erano dominati dalla figura del conservatore Reagan, che appena subentrato a Carter, pensando di essere l’attore principale di un patetico film d’azione, iniziava a far danni nella vita reale nel suo doppio mandato, durato dal 1981 al 1989. La sua ricetta? L’opera di demolizione programmata dell'apparato sociale nazionale con la famigerata “Reaganomics” (liberismo sfrenato a tutto vantaggio del sistema privato) e la cultura guerrafondaia (tipica di chi si considera, avendone creato sistematicamente i presupposti con truffe e colpi bassi, la potenza del globo), con drastico taglio delle spese per l’assistenza socio-sanitaria in virtù dello spropositato aumento di quelle destinate a scopi militari, utile anche per minacciare a destra e manca l’uso del nucleare su scala mondiale per i traditori della causa capitalista. In Inghilterra montava l'incubo –assolto poi dai vari revisionisti storici- della Thatcher, l'oppressiva “iron lady” amica personale di molti dittatori (Pinochet, Somoza), colei che doveva salvare la nazione ma che, al pari del suo collega d’oltreoceano, incarognì tra il 1979 ed il 1990 con il suo devastante programma le classi meno abbienti ed il mondo proletario a colpi di forte repressione (tipo la sfida, vinta, della vertenza sindacale dei minatori, qualcosa come un anno di scioperi), distruggendo molte prospettive e sogni di giovani e meno giovani di costruire una società più egualitaria. Sopravvivono i più forti -che si arricchiscono ulteriormente-, mentre le fasce più deboli vengono affossate: peccato che ai nastri di partenza già non si era tutti uguali e con le stesse opportunità di crescita. Non ultima, l’onta della guerra per le Isole Falklands nel 1982 contro l’Argentina dei militari golpisti (quelli dei famosi 30.000 desaparecidos), utile solo per mostrare di essere sempre uno degli stati più importanti e centrale nelle vicende planetarie, posizione questa in netto declino. Il triste quadro era completato dalla guerra fredda in pieno atto, con l’esasperato clima tra la cortina di ferro del blocco orientale sovieti-comunista e l'occidente “democratico” liberista filo-USA. Questa “statalizzazione dell’odio” si riversa sulla società globale condizionandone i comportamenti, incidendo anche nel modo di esprimersi di una parte della nuova ondata punk, che muta il suo stesso atteggiamento. Percependo l'immane affronto che si stava compiendo sulla pelle di tutti, scatta quella scintilla che cerca di andare oltre una certa superficialità, maturando una coscienza analitica che approfondisce i contenuti e li proietta in un orbita di pensiero anarchico dall’esecuzione istantanea, radicalizzando la propria azione applicandola concretamente nella vita quotidiana, per creare una rottura con l'establishment… Il punk motivato dall’amore per la vita e l’odio verso chi la infanga: affiorano così temi animalisti, antimilitaristi, ecologisti, contro il nucleare e le discriminazioni sessuali, riconsiderazione degli spazi sociali e vita comunitaria -che alcuni (faciloni?) denomineranno di natura neo-hippie- su tutti i Crass e gruppi correlati alla Crass rec./Mortarhate (Flux of Pink Indians, Conflict, Zounds...). C'è poca aria di divertimento spensierato (nonostante tanta disco-muzak…), molta invece la voglia di dare scossoni e lanciare input che seminino rivolta allo stato delle cose. Dal “No future!” nichilista ’77 quindi si passa ad un “No future?” in cui la vita, anche se con una visione disperata, trionfa, rimarcando il Punk come forza propositiva di cambiamento, una terapia d’urto con lo specifico obiettivo di insinuare dubbi sulla sostanza degli aspetti e coinvolgere l’animo umano per creare le condizioni di un suo risveglio attivo. Dalla provocazione sottoculturale alla rivendicazione politica controculturale; come dissero i Crass “La Germania ha avuto la Baader-Meinhof, l’Inghilterra il punk”. L'inquietante profezia espressa da G. Orwell nel suo romanzo 1984 viene adottato come manifesto-decodificatore letterario del contemporaneo dalla originaria scena anarco-punk inglese, col clima di tensione palpabile sì da ultima spiaggia, ma mai disposti ad arrendersi, tutt'altro, lottando fino alla fine. Basta con i prima o poi, il futuro è adesso!

1979: il quindicenne profugo cambogiano Sothira Pheng ed il tredicenne Matt Borruso s'incontrano nella loro San Francisco e, dopo aver assistito ad una gig dei Damned, decidono di metter su una band ispirata da Motorhead, Discharge, Crass e Joy Division, ossia le loro passioni primarie. Quando si unì al progetto Chris Douglas nacque l'embrione Subsidized Mess, con Sothira al basso, Matt alla chitarra e Chris alla voce che, da buoni autodidatti, cominciano a provare con l'aiuto di una drum-machine (utilizzando anche un sintetizzatore), passando lunghe ore in cantina a trovare l'affiatamento e la direzione giusta dei loro pensieri trasformabili in suoni, fino ad arrivare alla line-up stabilizzata nei ruoli S-voce, M-chit., C-batt, presenze immutabili dell'intera avventura. Completata la formazione con l'entrata di Bryce al basso, faranno solo 6 concerti con questa denominazione, adottando nel sett. '80 il nome con cui verranno ricordati dai più, che esordiranno live nel genn. '81 aprendo per i (grandiosi) Flipper. Nello stesso anno giunge il momento di pubblicare il primo vagito: omonimo, anche se è conosciuto meglio come CAPITULATION, il minilp che vede i pezzi più sofferti e punk mai composti dal quartetto, non cosi veloci come i seguenti che sforneranno (anche se c'è chi li considererà sempre punk, qui da noi Marco Pandin), ma che già fanno intravedere il filo rosso che legherà tutta la loro opera, ovvero l'accesa denuncia testuale e l'intensità che fuoriesce nell'interpretazione sonora. 5 pezzi (su tutti The Capitulation, che innesca la miccia pronta a esplodere con la folgorante Permanently damaged) prodotti da Tom Mallon, per un debutto che passa quasi inosservato (ristampato in vinile colorato anni dopo, poi anche bootlegato compresso in formato 7”)... comunque sia un buon prologo. Prova di riscatto le seguenti mosse nell'82, che li vedono prima assieme a ben 46 gruppi presenziare su una delle più importanti comp. HC, lo storico doppio lp Not So Quiet on the Western Front realizzata dalla Alternative Tentacles assieme alla Faulty, con allegato esordio di Maximum R'n'R 'zine (fondata dal compianto Tim Yohannah e Jello Biafra), con la quiet version -senza intro- di Annihilation, e poi su quella della Go! rec, Rat music for rat people vol.1 (assemblata da Vale, l'editore della 'zine Search & Destroy, agitatore della prima scena punk di S.Francisco) con Steel Case Enclosure, altro classico a divenire del loro repertorio. Nel frattempo Bryce era uscito dal gruppo, con Matt che lo rimpiazza al basso lasciando il posto vacante al nuovo chit. Francis Jimmy Schmidt. Con rinnovato slancio la creatura di SF suona a più non posso, supportando tutte le punk bands locali o che si trovano a passare nei loro dintorni, dai Dead Kennedys ai Black Flag, dai TSOL ai Circle Jerks fino alle glorie estere Anti Nowhere League, anche se questo rimane il periodo più distruttivo dei quattro, tra abusi alcolici ed alterazioni varie (costato a Sothira la frattura di una gamba in concerto).

Con il nuovo disco, il 7"ep autoprodotto titolato –guarda un po’- NINETEENEIGHTYFOUR, si nota l’inasprimento generale dei 4 squatters (che nel frattempo vanno a soggiornare in uno stabilimento abbandonato nei pressi della luccicante Hollywood), sin dalla loro immagine, per arrivare al suono, dallo scattante sprint HC, e testi, vicinissimi come non mai a posizioni libertarie, che attaccano le manifestazioni più violente del sistema: la guerra, ed i vari manipolatori di coscienze, cominciando dalla religione, insomma le imposizioni ed i ricatti del capitalismo. Certo qui non si porge l'altra guancia! 3 pezzi live in studio (Prejudice, Rise and Fall e Steel case enclosure), che cominciano a far parlare della band, che coerentemente si sbatte nel tentativo di smuovere le acque nella propria area (anche se molti punx li criticheranno definendoli Limey clones, per indicare quelle bands americane che ricalcano nel suono e nell’estetica -borchie, spikes, creste- i loro colleghi inglesi)...coinvolti appieno in questo, fedeli al motto SE NON SEI PARTE DELLA SOLUZIONE SEI PARTE DEL PROBLEMA.

La svolta decisiva si ha nel 1983: Jake subentra in vece di Jimmy (che riapparirà poi nei riformati Blue Cheer!), con la band seriamente motivata a portare in giro le proprie idee, autorganizzandosi il primo lungo tour americano. Faranno diversi concerti percorrendo centinaia di miglia fino a quando, fatto capolino a Boston, riescono a beccare un accordo per un album con la Corpus Christi, sussidiaria della label dei Crass (già marchio tra gli altri di Conflict, Rudimentari Peny, Icons of Filth, Omega Tribe, Uk Decay) loro massima influenza attitudinale. Tornati in città, senza perder tempo utile, si chiudono in studio ad agosto con l'ausilio del produttore Peter Miller (Social Unrest, Septic Death, Breakouts) e l'amico Maati-lyon ed in soli cinque giorni definiscono il loro ingresso nella leggenda. DEHUMANIZATION vede la luce nell'autunno 1983 (in Europa stampato & distribuito attraverso Crass/Southern, slegati quindi da ogni condizionamento di mercato), ed e' una botta secca: un disco che ha cambiato la vita a molte persone, una assoluta pietra miliare dell'anarco-peacepunk. Già dall'intro del sopracitato inno Annihilation, che campeggiava trascritto nell'interno copertina (vinile avvolto in una ottima poster-cover b/n), si capisce che non vuole essere solo un duro proclama, ma un deciso principio. Dentro o fuori, senza vie di mezzo: Peace or Annihilation! Una sfrenata corsa volta alla distruzione dei soprusi e delle diseguaglianze attuati nei confronti dell'umanità, un attacco sferrato con l'arma della sensibilizzazione. All'ugola al vetriolo di Sothira, efferato nel declamare le sue furibonde invettive, si affianca la viscerale irruenza della chitarra e l'infuocata sezione ritmica ad arroventare i 14 pezzi in 23 minuti dall'effetto raffica: Prejudice e Rise and Fall (qui ri-registrate), Indochina, See through their lies, Another mouth to feed, hanno uno scatto che tramortisce e non da tregua, assumendo un tono tale da farne dei manifesti programmatici, un attentato propositivo alla coscienza dell'essere umano occidentale. Pura wound music, se così vogliamo definirla, che lacera chi la esegue, tra strappi vocali ed esecuzione spasmodica, ai limiti della fisicità. Testi sicuramente più articolati rispetto allo standard Discharge (che i nostri seguiranno in giro negli States nello stesso '83), riconosciuto modello sonoro che ha portato molti frettolosamente a relegarli ai margini come loro mera imitazione: palese l'influenza, visto la condivisione ad oltranza dei temi esposti, crudi e diretti senza tanti fronzoli, e la struttura dei pezzi fulminea, brevi ed essenziali con semplici riffs come linee guida, ma da qui a definirli cloni... Se la mettiamo sul fatto che possano piacere ai Discharge (ma anche Conflict) fans, vi posso dare ragione, ma nell'ottica che tenga conto del loro carattere e personalità. Si sa, questo è un aspetto da sempre ricorrente in qualsiasi ambito musicale, ma è pur vero che la rabbia non si costruisce a tavolino, quindi... Punto. In questo periodo vivono nei pressi di Frisco in una sede che ospitava una vecchia lavanderia industriale, occupata da una dozzina di punkcrusties uniti da una inguaribile forma allergica al lavoro (a detta della band), collettivo che non sopravviverà alla partenza dei Crucifix per il secondo tour nazionale, che durerà ben 5 mesi. Durante la prima settimana, Jake abbandonerà la band nella tappa di L.A, prontamente rimpiazzato da Drew, chitarrista in forza nei posi-corers America's Hardcore (demo + Mystic Session in curriculum), che debutterà dopo appena due prove nella successiva data a Las Vegas. Rimessi in moto all'istante, proseguiranno attraversando gli USA (in Texas con i giovani Butthole Surfers, poi una lunga parentesi in NY, dove suoneranno pure alla convention Anarchica ed al CBGB's con gli Agnostic Front, concerto dal quale verrà tratto anni dopo un live 7”) ed il Canada, con addirittura puntata europea che toccherà UK (con MDC ed Antisect), Olanda e Islanda, per buona parte accompagnati dai Zyklome A, trio belga anarco-thrash, accoppiata documentata anche in un bootleg-lp (9 live tx CR, studio per Z.A). Siamo però agli ultimi aliti di vita della band, stremata nonostante l'adattabilità a qualsiasi situazione rimanga uno dei loro punti di forza. Difatti poco dopo il ritorno in patria, il 13 luglio 1984 i Crucifix tengono l'ultima gig. Per vederli live cercate il video della Target diviso con gli amici MDC, con i quali avevano partecipato poco prima pure al Rock against Reagan tour, assieme ai complici Dicks e D.R.I.

Dopo lo scioglimento, Chris girerà l'Europa con gli Antisect sul finire dell'84, mentre Sothira formerà con l'ex socio Jimmy, i Proudflesh, che debutteranno su vinile nel 1988 sotto Wired Gnome rec. con il 12"ep Powerbroker. Prodotto da Peter Miller, i 3 pezzi suonano come dei Motorhead più selvaggi dal tiro HC, accompagnati da una forte quanto immutata coscienza politica anticonformista, col brano French Indochina (L'Indochine 1954) che molti aficionados hanno visto come la continuazione della nota Indochina. Ritroveremo poi il cantante ospite alle backing-vocals nel debut lp dei thrashers Mordred "Fool's Game" nell'89, dopo cala il sipario su di lui (a quanto pare lo si ritrova pilota moto professionista!), almeno fino all'aprile 2003, quando riforma sempre con Jimmy i Proudflesh, autori nel 2006 dell'album Peace through superior loudness, con l'ausilio dell'ex Mordred&American Heartbreak Erik Lannon alle pelli. Matt e Chris invece si trasferiranno a NY dove li rivedremo, affiancati all'ex Pussy Galore Kurt Wolf, nei Loudspeaker; vari dischi fuori tra il 1990 ed il 1996, con un suono che conserva lo spirito inquieto anche se in una direzione a-politica e contesto noise (definiti un mix tra Swans & Big Black!). Inoltre qualcuno di loro ha partecipato nel '92 alla registrazione del primo 7” dei drag-punx White Trash Debutantes su A. Tentacles: chi sarà?

Quanto ci hanno lasciato è racchiuso in appena 20 brani, quindi per possedere la discografia ricercate due importanti ristampe che provvidenzialmente sono venuti in aiuto degli interessati, anche per non obbligarci al dissanguamento nel reperire i rari originali: EXIBIT A, lp/cd editato nel 1997 dalla newyorkese Kustomized, che incorpora 1984 e Capitulation più brani live per un totale di 16 tx, e l'ormai non facile cd/doppio lp THE RISE AND FALL 1981/82/88, contenente oltre ai pezzi dai due primi vinili (qui stampati su cd per la prima volta) e live, il citato Power Broker dei Proudflesh; Dehumanization invece è sempre disponibile senza tanti affanni a prezzo contenuto su Southern (che prima di essere ristampato su cd/lp nel 1995 aveva esaurito ben 10.000 copie). Se volete recuperare tapes e cd-r sulla band, pressochè live e/o con rare interviste annesse, orientatevi verso i cataloghi distro americani della Havoc e di Profane Existence, buoni da consultare anche per ampliare la propria conoscenza dell'anarco-punk. Molti li scopriranno a posteriori per via di Annihilation rifatta prima dai Sepultura in "Nation" poi stravolta dai big A Perfect Circle nel loro album di cover, più che per le versioni fornite da League of Struggle (nel 7” ep The nature of the pig is greed) e dagli Anarcrust (nel cd Smooth as a motherfucker), o ancora dagli Aus-Rotten (Prejudice nel cd Not a single fuckin' hit discography): c'è poi chi li ha campionati come gli Orbital, usando samples dalla stessa Annihilation, e chi ha osato maggiormente come la 'zine-label tedesca Plastic Bomb stampando il tributo lp Protest means action, contenente 14 pezzi rifatti da altrettanti gruppi, anticipati di un pelo dai Destroy che rifecero nel '95 See through their lies, approntata per la versione cd del loro "Necropolis". Occhio a non confondervi con i Crucifix texani, poiché in quel caso avrete davanti una grind-death band dei '90! Per il trentennale di Dehumanization nel 2013, membri fondatori, passati componenti e alcuni fan della band hanno deciso di avviare il progetto 1984, nato per festeggiare live l'evento. Per saperne di più visitate il sito ufficiale (curato dal solito Jimmy!) www.crucifixonline.com e vi troverete davanti ad una sorta di memorabilia sulla band.

Crucifix: uno dei tanti preziosi esempi di chi, oltre 30 anni fa, ha avviato discorsi e pratiche sulla propria pelle che hanno portato il punk e l'anarchia a legarsi saldamente, spirito che vive più forte che mai grazie proprio a chi ne ha costruito e sviluppato le solidissime fondamenta. Un possibile punto di partenza, propedeutico a stimolare la riflessione, per una vita gioiosamente CONTRO!

venerdì 7 agosto 2015

INFEZIONE Progetto di comunicazione antiautoritaria



La tendenza comune vuole che ciclicamente si tenda a riscoprire il proprio passato, per i più disparati motivi: per tracciarne un bilancio, solitamente per rivalutarlo, perché a distanza di anni si riesce ad analizzare nitidamente il periodo preso in esame; per ritorni di fiamma dettati dalla nostalgia, che cancella o lenisce i brutti ricordi, facendo rivivere solo quelli più graditi alla nostra memoria (che spinge talvolta a ritenere il presente meno interessante); o ancora, grazie ai più giovani che mitizzano un preciso istante, esaltati da racconti letti qua e là… In campo musicale ciò accade spesso, facendo scattare il cosiddetto fenomeno dei revival, sinceri o meno che siano. Anche l’Italia non sfugge a questa voglia di riscoperta, in questo caso riguardante il più profondo underground, indirizzata verso quanto offerto dal nostro HC/punk negli ’80. Una attenzione per me comunque positiva per diversi fattori: ristampe di materiale introvabile; nuove riflessioni sull’influenza avuta da alcuni nomi sulle attuali generazioni; rivalutazione di alcuni dischi ignorati all’epoca... La cosa che però mi stupisce in questa “operazione ripescaggio” è il fatto che gli Infezione continuino a rappresentare il classico caso di band snobbata nella storia del nostro HC, un gruppo che meriterebbe invece la dovuta attenzione per l’esemplare impegno profuso, a piene mani e senza risparmio. Nella latitanza generale, ricordo solo i romagnoli Contrasto ad omaggiarli sul loro primo lp “Statico senso” rifacendo "Terrorismo legalizzato"... La song in questione faceva parte dell'esordio lungo dei modenesi, Chiediti il Perché, una delle più alte espressioni italo-HC d’ogni tempo, del quale vi snocciolo l'illuminante contenuto. A dir la verità tutto era cominciato qualche anno prima, con il nastro Oppressione Quotidiana (anche se mi parlano di un demo antecedente, tale "Comunicato Stampa”, di cui non so nulla…), particolarmente apprezzato negli ambienti del tape-trading, ove circolò tanto (da farne fuori oltre 400 copie), grazie al sanguigno sound spaccatutto delle sue 17 caotiche tx registrate in presa diretta (il 22/11/1986), corredato da un allegato con testi, articoli e citazioni varie, accompagnamento fisso di ogni loro uscita. La tape già faceva presagire il modo di procedere futuro dei tre (che si definivano straight-edge, però nella sua accezione più politica, vicina, seppur diversa nei contenuti, agli olandesi Larm), che proseguì con la presenza sulla storica comp. doppio lp Attitudine Mentale Positiva vol.1, su Goddam Church (di Carlo Cannella, ex voce di Stige e Affluente, questi, per chi scrive, gli eredi più accreditati) con "Questa non è vita".

L’ellepì, molto curato nella confezione -fanzine + poster di denuncia e adesivo al seguito- dalla affiatata band (Enrico Manicardi chit.+voce, suo fratello Lory batt e Barbara al basso), di stanza alla Scintilla Occ. esce nell’estate 1989 in collaborazione con la torinese Mr.X, che inaugura così la sua missione (fatta di altre uscite viniliche, come le ristampe dei due “lunghi” Wretched, i Biafra, Waka Waka, Panico, i liguri Contrasto, la tape benefit per l’Animal Liberation Front "Inni della rivolta", ed editoriali come il fumetto "Vietato"), e si presenta in maniera inequivocabile, specchio del loro sentire già dalla copertina a colori: una mano che squarcia il superficiale velo che copre il vero volto aberrante del potere in ogni sua forma, enfatizzato da brani-manifesto del loro pensiero all'insegna dell'HC più feroce e basico, ferito ma sempre vivo nel suo piano di demolizione dei tentacolari cardini con cui si sostiene l’infame sistema. Un disco a rotta di collo con la sua furia lunga 18 brani davvero trattenuta a stento, che realmente riprende i fasti e l’autentico spirito HC italico, tanto da paragonarli senza nessun timore reverenziale ai Wretched (l’incarnazione del non compromesso trasformato in suoni e parole, certamente una loro influenza, magari assieme ai primi MDC), cioè ai capisaldi del nostro panorama d.i.y, con testi tra i più criticamente acuti mai sentiti, che martellano incessantemente la coscienza del fruitore più sensibile, tanto da sembrare dei brevi saggi di analisi sociologica. Esempi siano “Per l’anarchia”, “Morte umana, morte animale”, “Mai più un dio”, o ancora “Invasione bianca” (poi recuperata nel doppiolp raccolta Hate/Love, sorta di best of del nostro HC, pubblicato nel 2006 dalla triplice alleanza SOA-Agipunk-LoveHate 80), “Media show” e “Grandi corporazioni”... Qui l'anarchia acquista tutta l'importanza e la profondità d'intelletto che sta alle sua fondamenta (al di là della dedica a Sacco e Vanzetti), per un disco che ben rappresenta ciò che si intende con il cosiddetto “suono-verità”.

Seguiranno poi nel 1992 l’inclusione nella doppia comp.7" di Profane Existence Think globally Act locally col brano “Contro lo Stato”, e nel terzo volume della comp.lp Screaming for a better future, con “No enphasis”, nonchè giri su e giù nei posti occupati della penisola (tipo a Bari, per un concerto a sfondo antimilitarista riversato su tape dalla “Mela Marcia” Senesi col titolo Concert/Azione, con Stige e Senza Tregua). Dopo la presenza sul lp benefit Senza Riserva col vigoroso inedito "12 Ottobre", arriverà nel ’93 il secondo passo, pubblicato dal negozio-label concittadino Aarghh!, quel Religione: Oppio dei Popoli che introduce alcuni cambiamenti: nella formazione, diventata a 4 (con l'ingresso di Claudio alla voce), e nella struttura dei 12 pezzi, più articolati e “musicali”, ma con meno aggressione frontale, novità per un gruppo che aveva fatto dell'impatto una delle sue armi, anche se i testi, sempre attenti, testimoniano una inappetenza di fondo nell'accettare di sedersi al banchetto dei propri carnefici. Questo tosto album a tema (con dettagliato libro fotocopiato accluso) non avrà mai un seguito perchè sancirà la fine del gruppo. E’ uno scandalo che questi vinili siano introvabili, non essendo mai stati ristampati: l’unica è stata AgiPunk, che nel 2003 ha rimasterizzato e trasposto su lp “Oppressione Quotidiana”, come benefit per le spese legali dei processati politici del G8. L’estemporaneo concerto tenuto a Bologna il 29/5/2006 in occasione del TVOR tour pensavo destasse qualche interesse, invece nulla… Cercateli nella rete, potreste scoprire una realtà nostrana semi-sommersa, cosa purtroppo comune a molti ensemble definiti minori degli ’80 (quelli della seconda metà per capirci), interpreti meno celebrati ma di eguale primissimo piano nel tramandare ai posteri quel particolare suono/attitudine che osanniamo ancora oggi. Con ogni mezzo necessario, oggi come venticinque anni fà: reale esigenza-urgenza sonoro-comunicativa…In una sola parola: Hardcore. Lunga vita all’Infezione!

P.S: Esiste anche uno split lp “Wretched/Infezione”, contenente nel lato W il mini La tua morte non aspetta + 7” In Controluce, e nel lato I il demo Oppressione… + live songs da un concerto del 1989. Questo bootleg, tirato in 200 copie, è uscito nel 2003 per La Patria non è un ideale. Enrico lo troviamo ancora attivo, armato di penna più che di plettro: ricercate i due libri finora editati per la Mimesis edizioni, Liberi dalla civilta' e L'ultima era..., pagine che racchiudono percorsi di critica radicale e decivilizzazione...Buona e sana lettura!